- Umesh Lama

- Melchor López

-Vadivel Jasikaran e sua moglie

- Ireneo Mujica Zarate

 

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UMESH LAMA

Nepal

Secondo un'organizzazione nepalese per la difesa dei diritti dell'uomo, Umesh Lama é stato arrestato il 1° aprile per motivi non precisati e torturato da poliziotti. È attualmente tenuto sotto sorveglianza dalla polizia all'ospedale Bir de Katmandou, dove si sta curando per le ferite causate dalla tortura che ha subito. Rischia di essere riportato in un commissariato dove potrebbe essere ancora vittima di tortura e di altre forme di maltrattamentii. Avrebbe dovuto essere portato dinanzi ad un giudice entro ventiquattro ore a partire dal suo arresto, ma ciò non è stato fatto.

Un'organizzazione locale di difesa dei diritti umani afferma che Umesh lama è stato arrestato il 1° aprile verso le ore 16 da un gruppo di circa sei poliziotti in abiti civili a Kamalpokhari, una zona di Katmandou. Quest'agenti lo hanno in seguito condotto al posto della polizia metropolitana della zona di Hanumandhoka, dove è stato torturato fino a perdere conoscenza. Umesh lama ha segnalato che era stato colpito a colpi di manganello e preso a calci da cinque poliziotti che indossavano grossi stivali per circa cinque ore. Ha anche dichiarato che suoi torturatori gli hanno tagliuzzato le dita e il petto con una lama di rasoio. Il 2 aprile, quando sua moglie ha cercato di rendergli visita, gli agenti del commissariato di Hanumandhoka hanno negato di averlo in detenzione.

Umesh lama è stato trasferito al posto della polizia metropolitana di Budanilkantha, a Katmandou, nella giornata del 1° aprile. I suoi familiari non ne sono stati informati e sono stati autorizzati a rendergli visita solo l'8 aprile. Hanno dichiarato di averlo trovato in cattiva salute e che vomitava, oltre ad avere la pelleingiallita. Il 9 aprile la polizia ha accettato alla fine di portarlo all'ospedale Bir. Il medico che lo ha preso in cura l'ha inviato a fare degli esami al centro nazionale di nefrologia di Katmandou, avendo avuto il sospetto di un'insufficienza renale. Secondo l'organizzazione locale di difesa dei diritti umani, la diagnosi dell'ospedale segnala che soffre per febbre da più di una settimana, che vomita incessantemente da otto giorni e che è colpito da itterizia.

Il 15 aprile, la polizia voleva consegnare ai suoi parenti un mandato di arresto precisando che Umesh lama era stato formalmente accusato di tentativo di sequestro ma questi hanno rifiutato. Essi hanno immediatamente depositato una denuncia presso la Corte d'appello di Patan (una città della valle di Katmandou) con il motivo che la detenzione di Umesh era illegale poiché, dal suo arresto, non era apparso dinanzi ad alcun'autorità giudiziaria. Il giorno stesso, la polizia aveva richiesto un'ordinanza per la conferma di detenzione al tribunale della zona di Katmandou, accusandolo di tentativo di sequestro.

Il 21 aprile, un'organizzazione nepalese di difesa dei diritti umani ha scritto alla polizia incaricata di vigilare sul rispetto di questi diritti, richiedendole di aprire senza indugio un'indagine sugli atti di tortura subiti da Umesh lama. Quest'istanza non ha ancora avuto risposta.

AZIONE RACCOMANDATA :

negli appelli che invierete immediatamente alle autorità interessate (in inglese o nella vostra lingua) :


- fatele partecipi della vostra inquietitudine sulle informazioni secondo le quali Umesh Lama é stato torturato da poliziotti ;
- chiedete l'impegno delle autorità a prendere dei provvedimenti affinché non sia più torturato né sottoposto a nessuna forma di maltrattamento durante la detenzione e chiederle di autorizzarlo a ricevere i familiari senza restrizione e un avvocato di sua scelta così come quello di ricevere tutte le cure mediche che necessita ;
- pregate le autorità di far cessare immediatamente ogni forma di tortura e altri maltrattamenti perpretati dalle forze di polizia e di sicurezza del Nepal affinché questo Stato rispetti pienamente gli impegni presi firmando la Convenzione delle Nazioni unite contro la tortura e il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici ;
- esortate le autorità ad aprire un'inchiesta imparziale sulle informazioni che indicano che Umesh Lama sia stato torturato da poliziotti affinché i presunti responsabili siano portati davanti alla giustizia ;
- chiedete la sua liberazione immediata e senza condizioni a meno che non sia accusato di un reato riconosciuto dalla legge.

GLI APPELLI VANNO INVIATI A :

Mr. Krishna Sitaula
Home Minister
Ministry of Home Affairs
Singha Darbar, Kathmandu
NEPAL
Fax: +977 1 4211232
E-mail : moha@wlink.com.np
Formula di saluto : Dear Minister, / Monsieur le Ministre,

Mr. Om Bikram Rana
Inspector General of Police
Police Head Quarters, Naxal
Kathmandu
NEPAL
Fax: +977 1 4415593
E-mail: info@nepalpolice.gov.np  
Formula di saluto : Dear Inspector General, / Monsieur,

COPIE DELLE LETTERE VANNO INVIATE A :

Presidente della Corte suprema del Népal :
Rt Hon. Chief Justice Mr Kedar Prasad Giri
Chief Justice
Supreme Court of Nepal
Ramashah Path
Kathmandu, Népal
E-mail : info@supremecourt.gov.np

Consolato generale del Nepal
Piazza Medaglie d'Oro 20
00136 Roma

 

Modello di lettera da copiare ed inviare

 

I am distressed to learn about another alleged brutal torture incident committed by the police in Nepal.

According to the information I have received, on 1 April 2008, the victim mentioned above was illegally arrested and brutally tortured by about five policemen in civilian dress from the Metropolitan Police Range, Hanumandhoka. According to the victim, the police neither presented the arrest warrant nor informed the reason of arrest to him. I was further informed that the police denied of the victim's arrest when his wife visited the Hanumandhoka Police Range on April 2.

Umesh Lama reported that on April 1, the police including the police inspector Sudhir Raj Shahi, the police Sub Inspector (SI) Sanjaya Timilsina and the Assistant Sub Inspector (ASI) Raju, indiscriminately beat him with sticks and boots for about five hours, until he became unconscious. The police then transferred the victim to Budhanilkantha Police Sector in Kathmandu where he was abandoned in the cell without receiving any medical treatment.

I am also appalled by the fact that the police did not provided any medical treatment to the victim for several days despite his serious injuries. The police of the Budhanilkantha Police Sector again refused to send the victim to hospital on April 8, despite the request of the family members who noticed that Umesh Lama was vomiting and his skin turned into yellow and looked very sick. I was informed that the victim was taken to Om Hospital and Research Centre in Chabahil in Kathmandu on April 9, only after his family made constant requests to the police. But soon he was referred to Bir Hospital on the same day due to his serious condition. Umesh Lama is unable to speak properly to date due to severe pain and injuries.

I am also concerned that the police failed to produce the victim before court within 24 hours since his arrest in violation of the Interim Constitution of Nepal as well as the State Cases Act. Only when the victim's family filed a habeas corpus writ petition to the Appellate Court in Patan on April 15, the police got a remand order for the victim from the district court in Kathmandu, without producing him before the court. So far, the victim has not been produced before any court in the country as of April 18. Now the victim is undergoing treatment in police custody at Bir Hospital in Kathmandu district.

I am also notice with grave concern that the police now attempt to cover up their crime. I am informed that the Deputy Superintendent of Police (DSP) Narendra Uperti the Hanumandhoka Police Range reportedly denied that the police tortured Umesh Lama but the police only helped him to get the medical treatment as he was found to be very sick at the time of arrest. However, the victim has bruises on various parts of his body and identical deep scar in his both hands, indicating that he was handcuffed or chained while being tortured. Now the police maintain the version that they only arrested the victim on April 6. I suspect that the police now try to fabricate the date of arrest to cover up their crime of torture on April 1.

The accountability of an investigation into this case is also highly questionable. One investigating committee was formed to investigate this incident, but it is consisted of officers from the same police office where the victim was allegedly tortured.

In light of above, I strongly urge you to order an immediate and impartial investigation into this case and take strict departmental and legal action against the alleged torture perpetrators. I also request you to ensure that the victim receives proper medical treatment for free of cost and get adequate compensation by law.

Although Nepal is a state party to the Convention against Torture and Other Cruel, Inhuman or Degrading Treatment or Punishment (CAT), its legal system does not provide effective redress to torture victims. The Torture Compensation Act neither criminalizes torture nor obligates the government to take action against a perpetrator of torture. The Act is also only recognizes claims filed by torture victims within 35 days of the alleged act of torture, or within 35 days of the victim's release from detention. Besides, in the legal system in Nepal, the burden of proof is heavily put on the complainant (the victim), who is often incapable of doing so.

Moreover, Nepal has no other specific law that defines torture as a crime. The only recourse is to the "assault" section of the Civil Code of Nepal where physical assault is defined as a crime. Furthermore, the Civil Code does not make any provision for the psychological effects of torture. Even more important is the fact that even this 'assault' section of the Civil Code does not provide any specific provision for assault which has taken place whilst the victim is in custody, that is, with State involvement. Consequently, very few lawyers use this clause in court and torture victims is deprived of their rights to seek effective legal remedies. Besides, torture is defined very narrowly in Nepal, and torture by state officers outside custody seems to be totally exempt.

Considering widespread practice of torture in Nepal, the Committee against Torture made its recommendations (CAT/C/NPL/CO/2, 13 April 2007) to "adopt domestic legislation which ensures that acts of torture, including the acts of attempt, complicity and participation, are criminal offences punishable in a manner proportionate to the gravity of the crimes committed, and consider steps to amend the Compensation Relating to Torture Act of 1996 to bring it into compliance with all the elements of the definition of torture provided in the Convention." I strongly urge the Government of Nepal to respect and fulfill the Committee's recommendations without further delay.


Yours sincerely,

(Nome e Indirizzo)

 

SI PREGA DI AGIRE IMMEDIATAMENTE ENTRO IL 9 GIUGNO 2008

***********************************

Risposta ricevuta da Carmine Sannino dalla polizia del Nepal a riguardo del caso sopra descritto

Da: hrcell

Data: 02/05/2008 7.52.44

A: Mr. Carmine Sannino

Oggetto: Re: NEPAL - Please provide immediate protection to Umesh Lama, a victim of police torture

 

We acknowledge the receipt of your message.

We are serious on the issue you have brought in.

This cell has already sought clarification from the officers alleged to have been involved in the incident. And the Metropolitan police office has been asked to carry a internal inquiry on the said incident. We will communicate to you once we receive more on the incident.

Thanking you,

With regards,

Human Rights Cell, Police Headquarters,

Kathmandu,>

Nepal

 

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Melchor López

Mexico

direttore di Radio Mixteca

Melchor Lopez dirige la piccola stazione commerciale radiofonica Mixteca che trasmette da Santiago Juxtlahuaca, nello Stato di Oaxaca (sud del Messico). Il 17 aprile, uscendo dal suo posto di lavoro, è stato seguito da uomini in jeep bianca. La mattina del giorno dopo , alcuni uomini hanno tirato colpi di arma da fuoco sulla sua casa; anch'essi circolavano in jeep bianca. Melchor Lopez è stato costretto di rifugiarsi a Città del Messico per ragioni di sicurezza. Da quando aveva creato la stazione di radio, nell'aprile 2007, aveva ricevuto numerose minacce da individui che cercavano di controllare questa radio per servire i loro interessi politici.

 

Il 7 aprile, due giovani donne indigene dell'etnia triqui sono state uccise da pallottole mentre si recavano in auto a San Juan Copala, la principale città triqui, non lontano da Santiago Juxtlahuaca. Queste due donne, Felícitas Martinez e Teresa Bautista, lavoravano per la stazione radio comunitaria la voz que rompa el siliencio (la voce che rompe il silenzio) a San Juan Copala, che aveva ricevuto minacce di morte da quando aveva iniziato le sue emissioni nel gennaio 2008. Le quattro altre persone utilizzate da questa stazione, come pure altre persone che portano un sostegno tecnico alla rete radiofonica comunitaria della regione, sono anche loro in pericolo.

 

Alcuni giorni dopo gli omicidi di Felícitas Martinez e Teresa Bautista, il procuratore generale dello Stato di Oaxaca ha dichiarato, senza fornire spiegazioni, che queste donne non erano gli obiettivi di questo attacco. La Commissione nazionale per i diritti umani ha richiamato le autorità dello Stato ad accordare una protezione al personale della Voce che rompe il silenzio ed ai loro parenti, ma finora non é stato fatto niente.

 

AZIONE RACCOMANDATA : negli appelli che invierete immediatamente alle autorità interessate 8in spagnolo o nella vostra lingua) :


- richiamate le autorità a proteggere Melchor Lopez,il direttore di Radio Mixteca, conformemente alle sue necessità ;
- pregateli di intraprendere nel più breve tempo possibile un'inchiesta esaustiva e imparziale sugli atti intimidatori di cui é stato fatto oggetto il 17 aprile e di portare i presunti responsabili davanti alla giustizia ;
- dichiarate di essere inquieti per la sicurezza del personale della Voz que rompe el Silencio (La Voce che rompe il silenzio) di San Juan Copala e delle altre stazioni radio comunitarie indigene della regione mixtèque, e esortate le autorità a prendere tutte le disposizioni per proteggere queste persone, conformemente alle loro necessità ;
- chiedete che sia condotta un'inchiesta imparziale e approfondita nel più breve tempo possibile sulle uccisioni di Felícitas Martínez e Teresa Bautista e che le conclusioni di questa inchiesta sia resa pubblica così come i presunti responsabili siano portati davanti alla giustizia;
- ricordate alle autorità il loro obbligo di vigilare affinché i presunti responsabili che aggrediscono prendendo di mira i professionisti dei media siano denunciati alla giustizia con lo scopo d'impedire che altre aggressioni possano ripetersi e di creare un clima che permetta ai giornalisti di esercitare il proprio diritto di libertà di espressione senza paura di rappresaglia.

GLI APPELLI VANNO INVIATI A :


Ministro degli Interni :
Lic. Juan Camilo Mouriño Terrazo
Secretaría de Gobernación
Bucareli 99, 1er. piso, Col. Juárez, Del. Cuauhtémoc, México D.F., C.P. 06600, Mexique
Fax : +52 55 5093 3414
E-mail : secretario@segob.gob.mx
Formula di saluto : Señor Secretario,

Governatore dello Stato d’Oaxaca :
Lic. Ulises Ruiz Ortiz
Gobernador del Estado de Oaxaca
Carretera Oaxaca-Puerto Angel, Km. 9.5, Santa María Coyotepec, Oaxaca C.P. 71254, Oaxaca, Mexique
Fax : +52 951 517 8120
E-mail : gobernador@oaxaca.gob.mx
Formula di saluto : Señor Gobernador,

Procuratore generale dello Stato d'Oaxaca :
Lic. Evencio Nicolás Martínez Ramírez
Procurador General de Justicia del Estado de Oaxaca
Avenida Luis Echeverría s/n, Col. La Experimental, San Antonio de la Cal, Oaxaca, C.P. 71236, Oaxaca, Mexique
Fax : +52 951 511 5519
Formula di saluto : Estimado Procurador, / Monsieur le Procureur,

Presidente della Commissione nazionale dei diritti umani (CNDH) :
Dr. José Luis Soberanes Fernández, Presidente de la Comisión Nacional de Derechos Humanos
Comisión Nacional de los Derechos Humanos, Edificio « Héctor Fix Zamudio », 6° piso
Blvd. Adolfo López Mateos n° 1922, Col. Tlacopac San Ángel, Del. Álvaro Obregón
México D.F., C.P. 01040, Mexique
Fax : +52 55 5681 7199
Formula di saluto : Señor Presidente,

 

 

COPIE DEGLI APPELLI VANNO INVIATI A :


ARTICLE 19 Mexico, Medellín 33 Col. Roma, México D.F. 06140, Mexique

Centro de Apoyo Comunitario Trabajando Unidos (CACTUS), Jazmín No. 2 Colonia, Jardines del Sur
Oaxaca, Huajuapan de León 69007, Mexique

Ambasciata del Messico
Via Lazzaro Spallanzani 16
00161 Roma

 

 

Modello di lettera da copiare ed inviare

Senor (Secretario, Procurador, etc.,...............,

Me dirijo a usted para trasmitirle mi preocupaciòn por el caso de Melchor Lopez, director de Radio Mixteca.

He podido saber, por informes de Amnistia Internacional, que Melchor Lopez el 17 de abril, al salir del trabajo, le seguieron unos hombres en un todoterreno blanco; ademàs unos hombres, tambièn en un todoterreno blanco, realizaron varios disparos contra su casa a la manana siguiente.

Melchor Lopez se ha visto obligado a buscar refugio en Ciudad de Mexico. Desde que, en abril de 2007, montò la emisoria de radio, ha venido recibiendo repetidas amenazas de muerte de personas que tratan de hacerse con el control de la emisoria en beneficio de sus intereses politicos.

Por eso le pido che su Gobierno haga lo que esté en su mano por la protecciòn de Melchor Lopez, director de Radio Mixteca, conforme a sus proprios deseos.

Le pido tambièn que su Gobierno orden una investigaciòn exhaustiva, inmediata e imparcial sobre la intimidaciòn sufrida por este hombre el 17 de abril y que lleva a los responsables ante la justicia.

Le recuerdo que el Estado tiene la obligaciòn de garantizar que los responsables de ataques contra trabajadores de los medios de comunicaciòn rinde cuenta de sus actos, para asi prevenir futuros ataques y crear un clima en el que los periodistas puedan ejercer su derecho a la libertad de expresiòn sin temor a represalias.

Atentamente,

(Nome e Indirizzo)

SI PREGA DI AGIRE IMMEDIATAMENTE ENTRO IL 9 GIUGNO 2008

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VADIVEL JASIKARAN e VALARMATHI JASIKARAN

 

L'autore ed editore Vadivel Jasikaran e sua moglie Valarmathi Jasikaran sono detenuti senza accusa dal 6 marzo dal servizio d'indagine sul terrorismo (TID) a Colombo, la capitale dello Sri Lanka. Rischiano di subire atti di tortura o altre forme di maltrattamenti. Secondo alcune fonti locali, Valarmathi Jasikaran non riceve le cure mediche di cui necessita a seguito di un'operazione del sistema digestivo.

Vadivel e Valarmathi Jasikaran sono stati arrestati dalla TID il 6 marzo. Secondo le informazioni raccolte da Amnesty International, questo servizio della polizia ha consegnato ai loro parenti documenti in cui si segnalava che erano stati messi in detenzione per “attività legate al terrorismo„. Tuttavia, contro di essi non é stato emesso nessun mandato di arresto e non sono stati portati davanti a un giudice. Valarmathi Jasikaran ha subito un'operazione del sistema digestivo molti mesi fa, ma sembra che, prima del suo arresto, soffrisse di complicazioni che causano vomiti frequenti. Secondo testimoni oculari, é stata aiutata per essere portata fino al furgone dalla TID. Sembra che in detenzione non abbia ricevuto nessuna visita medica. Non gli sono fornite le cure mediche che ha bisogno in particolare per il suo stato di salute che deve essere regolarmente tenuto in osservazione con analisi mediche frequenti.

Vadivel Jasikaran presenta inspiegabilmente delle lesioni sulle mani e sulle braccia e Amnesty International teme che abbia subito dei maltrattamenti nel corso della sua detenzione presso la TID.

Il est probable que Vadivel et Valarmathi Jasikaran soient détenus au titre des règlements d'exception n° 7-2006 (prévention et interdiction du terrorisme et des activités terroristes spécifiées), qui sont incompatibles avec le droit international relatif aux droits humains et les engagements internationaux pris en la matière, et qui sont utilisés afin d’intimider et de harceler les opposants politiques. Ces dispositions, édictées par le président de la République, établissent des infractions relatives au « terrorisme » définies en termes vagues et dont le champ d’application est vaste. Celles-ci sont notamment invoquées afin de faire taire les médias critiques et violent d’une manière générale le droit à la liberté d’expression à Sri Lanka, notamment lorsqu’elles donnent lieu à un maintien en détention sans inculpation ni jugement, rendu possible jusqu’à dix-huit mois aux termes de cette législation. Ce type de détention, de toute évidence arbitraire, constitue une violation de l’article 9-1 du Pacte international relatif aux droits civils et politiques, auquel Sri Lanka est partie.

 

È probabile che Vadivel e Valarmathi Jasikaran siano detenuti a titolo dei regolamenti d'eccezione n° 7-2006 (prevenzione e divieto del terrorismo e delle attività terroristiche specificate), che sono incompatibili con il diritto internazionale relativo ai diritti umani e gli impegni internazionali assunti in materia, e che sono utilizzati per intimidire e di molestare gli oppositori politici. Queste disposizioni, decretate dal presidente della repubblica, stabiliscono reati relativi “al terrorismo„ definite in termini vaghi ed il cui campo d'applicazione è vasto. Queste sono in particolare invocate per fare tacere le critiche dei mass media e violano generalmente il diritto alla libertà d'espressione nello Sri Lanka, in particolare quando danno luogo ad un mantenimento in detenzione senza accusa né giudizio, reso possibile fino a diciotto mesi in base a questa legislazione. Questo tipo di detenzione, ovviamente arbitraria, costituisce una violazione dell'articolo 9-1 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, al quale lo Sri Lanka fa parte.

 

AZIONE RACCOMANDATA :

negli appelli che invierete immediatamente alle autorità interessate (in inglese o nella vostra lingua) :
- chiedete la liberazione immediata di Vadivel Jasikaran e di sua moglie Valarmathi, a meno che non siano accusati di un reato riconosciuto dalla legge e che la loro detenzione sia autorizzata da un tribunale indipendente, dato che sono attualmente detenuti senza accusa e senza un mandato di arresto dal Servizio d'inchiesta sul terrorismo a Colombo ;
- ditevi preoccupati per le informazioni che segnalano che Valarmathi Jasikaran non riceve le cure mediche di cui ha bisogno in seguito ad un'operazione del sistema digestivo ;
- impegnate le autorità a prendere dei provvedimenti affinché Vadivel Jasikaran e sua moglie Valarmathi non siano torturati né sottoposti ad altre forme di maltrattamenti e chiedete loro di permettergli nel più breve tempo possibile di ricevere la visita dei familiari e d'incontrare un avvocato di loro scelta, di comparire davanti a un tribunale indipendente così come quello di ricevere le cure mediche di cui avrebbero bisogno ;
- esortate le autorità ad aprire un'inchiesta indipendente sulle informazioni che segnalano che Vadivel Jasikaran é stato maltrattato agli arresti e se ciò corrisponde al vero i presunti responsabili siano portti davanti alla giustizia ;
- pregate le autorità di far cessare immediatamente ogni forma di tortura e di altri maltrattamenti, con lo scopo di rispettare in pieno la Convenzione delle Nazioni unite contro la tortura e le altre pene o trattamenti crudeli, inumani e degradanti, testo al quale lo Sri Lanka ne fa parte.

GLI APPELLI VANNO INVIATI A :


Presidente della Repubblica :
His Excellency the President Mahinda Rajapaksa
Presidential Secretariat
Colombo 1
Sri Lanka
Fax : + 94 11 2446657
Formula di saluto : Your Excellency,

Presidente della Corte suprema dello Sri Lanka :
Hon. Sarath N. Silva
Chief Justice
Supreme Court of Sri Lanka
Superior Courts Complex
Colombo 12
Sri Lanka
Fax : + 94 1 435446
Formula di saluto : Dear Chief Justice,


COPIE DELLE LETTERE VANNO INVIATE A:


Ispettore generale della polizia :
Mr. Victor Perera
Inspector General of Police
Sri Lanka Police
Headquarters
101/1 Kew Road
Colombo 2
Sri Lanka
E-mail : igp@police.lk ou police@police.lk
Formula di saluto : Dear Inspector General, / Monsieur,

Ambasciata della Repubblica democratica socialista dello Sri Lanka
Via A. Cancellieri. Tel. 068840801

 

Modello di lettera da copiare ed inviare

 

Monsieur le Président,

Informé (e) par Amnesty International, je vous écris afin de vous exprimer ma vive préoccupation quant à Vadivel Jasikaran, écrivain et éditeur et son épouse Valarmathi Jasikaran. Ce couple est détenu sans inculpation depuis le 6 mars dernier par le Service d’enquête sur le terrorisme à Colombo. selon des papiers remis par la police à leurs proches, ils ont été arrêtés pour « activités liées au terrorisme ».

Je vous exhorte à libérer ce couple car aucun mandat d’arrêt n’a été décerné à leur encontre et ils n’ont pas été présentés devant un Juge. Valarmathi Jasikaran avant son arrestation a été opérée pour des problèmes digestifs. En détention, elle ne reçoit pas la visite régulière d’un médecin ni de soins médicaux appropriés à sa santé.

Je vous demande, en outre de demander que vos autorités prennent des mesures nécessaires pour que ces deux personnes ne soient pas torturées ni soumises à d’autres formes de mauvais traitements. Et qu’ils puissent prendre un avocat de leur choix, et d’avoir des contacts avec leurs familles.
Je vous demande également d’ouvrir une enquête indépendante afin de savoir si Vadivel Jasikaran n’a pas été maltraité lors de sa garde à vue, et que les responsables des actes de violences soient traduits en justice.

Enfin, permettez-moi de vous rappeler qu’en vertu de la Convention de la déclaration des Nations unies à laquelle votre pays est signataire, toutes formes de torture et d’autres mauvais traitements, inhumains ou dégradants doivent ne peuvent être tolérées.

Veuillez agréer, Monsieur le Président, l’expression de ma haute considération,

 

(Nome e Indirizzo)

 

SI PREGA DI AGIRE IMMEDIATAMENTE ENTRO IL 6 GIUGNO 2008.

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Ireneo Mujica Zarate

 

Ireneo Mujica Zarate fotografo e militante dei diritti dei migranti, è stato pedinato da persone che cercano di intimidirlo. Amnesty International teme che sia l'obiettivo di rappresaglie perché ha parlato del pestaggio a sangue e del probabile stupro di migranti in situazione irregolare - che non sono autorizzati ufficialmente a restare nel paese.

Il 14 aprile, quando ha lasciato una famiglia di immigrati a Arriaga (Stato del Chiapas) con un migrante, Ireneo Mujica ha notato di essere pedinati. Mentre andavano in direzione della linea ferroviaria, sono stati circondati da due uomini in moto da un lato e tre uomini a bordo di un pick-up dall'altro. I passeggeri del pick-up hanno fatto segno a quelli delle moto e gli hanno gridato: “Non adesso! „, prima di allontanarsi. La vita di Ireneo Mujica è probabilmente in pericolo, poiché è un testimone-chiave nell'indagine sui maltrattamenti di cui sono stati vittime un gruppo di migranti fermati alla fine del mese di marzo.

Il 31 marzo, alcuni funzionari dell'istituto nazionale delle emigrazioni (INAMI) e della marina messicana ha condotto un'operazione congiunta nel comune di Niltepec (Stato di Oaxaca, sud del paese) che mirava a fermare migranti in situazione irregolare che tentavano di recarsi nel nord a bordo di un treno merci.

Ireneo Mujica che aveva informato la INAMI che prevedeva di raccogliere informazioni sulla traversata del Messico effettuato dai migranti dell'America centrale e del Sud con lo scopo di raggiungere gli Stati Uniti, quando questa operazione é iniziata viaggiava a bordo di questo treno da un'ora con un gruppo di migranti. Secondo lui, una cinquantina di membri del INAMI e della marina hanno fermato il treno e si sono messi a colpire i migranti a colpi di manganello. Quando gli agenti della marina hanno osservato che fotografava la scena, hanno afferrato il suo apparecchio - di cui è tuttavia riuscito a conservare e nascondere la card memoria - e lo hanno arrestato. Uno dei funzionari lo ha accusato di traffico di esseri umani, quindi Ireneo Mujica è stato condotto al centro di detenzione per migranti più vicino, nella città di Tapanatepec. È stato rimesso in libertà nella serata senza essere stato accusato di nulla.

Le foto registrate sulla sua carta memoria sono stati in seguito pubblicati nei mass media nazionali e dalle organizzazioni di difesa dei diritti dei migranti. Quest'immagini mostrano che i migranti sono stati picchiati, torturati e sottoposti ad altre forme di maltrattamenti; mostrano in particolare elementi che lasciano pensare che due donne siano state probabilmente stuprate. La marina, la INAMI e la Commissione nazionale per i diritti umani hanno aperto indagini su questi fatti ed hanno interrogato Ireneo Mujica come testimone.

 

AZIONE RACCOMANDATA :

negli appelli che invierete immediatamente alle autorità interessate (in spagnolo o nella vostra lingua) :

- chiedete che sia condotta un'inchiesta imparziale e approfondita entro breve tempo sugli atti di intimidazione di cui Ireneo Mujica é stato fatto oggetto il 14 marzo a Arriaga, nello Stato del Chiapas ;

- pregate le autorità di aprire immediatamente un'altra inchiesta imparziale e approfondita sull'operazione condotta dall'INAMI e la marina il 31 marzo, in particolare sull'arresto d’Ireneo Mujica e sulle informazioni che parlano del pestaggio a sangue e del probabile stupro di migranti ;

- esortate le autorità a prendere dei provvedimenti di protezione adatti ad assicurare la sicurezza d’Ireneo Mujica, con lo scopo che egli possa esercitare le sue legittime attività ;

- ricordate loro che la Dichiarazione delle Nazioni unite sul diritto e la responsabilità degli individui, gruppi e organi della società di promuovere e proteggere i diritti umani e le libertà fondamentali universalmente riconosciuti proclama la legittimità delle attività dei difensori dei diritti umani e il loro diritto a difenderli senza restrizioni né paura di rappresaglie.

 

GLI APPELLI VANNO INVIATI A :

Ministro delle Forze armate (incaricato delle forze navali) :
Almir. Mariano Francisco Saynez Mendoza
Secretario de Marina, Secretaría de Marina
Eje 2 Ote. Tramo Heroica Escuela Naval Militar, 861
Col. Los Cipreses, Del. Coyoacán
México D.F., C.P. 04830, Mexique
Fax : +52 55 5624 6365
Formula di saluto : Señor Secretario,

Direttrice dell'Istituto nazionale delle migrazioni (INAMI) : Lic. Cecilia Romero Castillo
Comisionada del Instituto Nacional de Migración
Instituto Nacional de Migración
Calle Homero 1832, Col. Los Morales, Del. Miguel Hidalgo
México D.F., C.P. 11510
Fax : +52 55 5557 9865 (si une personne décroche, veuillez dire : « me da tono de fax, por favor »)
Formula di saluto : Señora Comisionada,

Procuratore generale della Repubblica :
Lic. Eduardo Medina-Mora Icaza
Procurador General de la República
Procuraduría General de la República, Av. Paseo de la Reforma nº 211-213, Piso 16
Col. Cuauhtémoc, Delegación Cuauhtémoc, México D.F., C.P. 06500, Mexique
Fax : +52 55 5346 0908 (si une personne décroche, veuillez dire : « me da tono de fax, por favor »)
Formula di saluto : Señor Procurador General,

Presidente della Commissione nazionale dei diritti umani (CNDH) :
Dr. José Luis Soberanes Fernández
Presidente de la Comisión Nacional de los Derechos Humanos (CNDH)
Comisión Nacional de los Derechos Humanos, Edificio « Héctor Fix Zamudio », 6° piso
Blvd. Adolfo López Mateos n° 1922, Col. Tlacopac San Ángel, Del. Álvaro Obregón
México D.F., C.P. 01040, Mexique
Fax : +52 55 5681 7199
Formula di saluto : Señor Presidente,

 

COPIE DELLE LETTERE VANNO INVIATE A:

Organizzazione di difesa dei diritti dei migranti :


Sin Fronteras, Puebla #153, Col. Roma, México D.F., 06700 Mexique

Ambasciata del Messico
Via Lazzaro Spallanzani 16
00161 Roma

 


Modello di lettera da copiare ed inviare:

 

Señores,
 
En nombre de Amnistía Internacional pido que se lleve a cabo una investigación exhaustiva, inmediata e imparcial sobre la intimidación sufrida por Ireneo Mujica el 14 de abril en Arriaga, estado de Chiapas.
 
Solicito que se lleve a cabo una investigación exhaustiva, inmediata e imparcial sobre  la operación llevada a cabo por el INAMI y la marina el 31 de marzo, incluidas la detención de Ireneo Mujica y las denuncias sobre los golpes y la presunta violación a migrantes.
 
Insto a las autoridades a que tomen medidas de protección adecuadas para garantizar la seguridad de Ireneo Mujica, de manera que pueda llevar a cabo sus actividades legítimas.
 
Recuerdo a las autoridades que la Declaración de las Naciones Unidas sobre el Derecho y el Deber de los Individuos, los Grupos y las Instituciones de Promover y Proteger los Derechos Humanos y las Libertades Fundamentales Universalmente Reconocidos reconoce la legitimidad de las actividades de los defensores y defensoras de los derechos humanos y su derecho a llevarlas a cabo sin restricciones y sin temor a represalias.
 
Por último, les recuerdo que México es un país de migrantes hacia otros países, y por ello las autoridades están familiarizadas con los derechos de los migrantes y con la necesidad de que sean respetados, para todas las personas, sea cual sea su nacionalidad.
 
Atentamente,

 

(Nome e Indirizzo)

 

SI PREGA DI AGIRE IMMEDIATAMENTE ENTRO IL 6 GIUGNO 2008

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