Anna Politkovskaïa
La libertà assassinata
Giornalista, Federazione Russa

Anna Politkovskaïa à Helsinki en 2002© Katja Tähj
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« Ho paura ?
Rifiuto di nascondermi e di aspettare in cucina giorni migliori, come fanno le altre ».
Anna Politkovskaïa nel suo libro «Dolorosa Russia», sett.2006
Il suo assassinio ha messo in evidenza i pericoli che corrono quelli che difendono i diritti umani oggi in Russia : controllo rinforzato delle ONG, vessazioni amministrative e giuridiche, morti sospette...
Il governo resta insensibile agli appelli lanciati affinché i giornalisti indipendenti non siano più presi come obbiettivi e che gli sia loro accordato una vera protezione.
AMNESTY INTERNATIONAL informa
(c) Novaya Gazeta
Il 7 ottobre 2006, Anna Politkovskaïa, giornalista, votata alla causa dei diritti umani é uccisa a Mosca, quasi certamente per le sue denunce delle violazioni dei diritti umani.
Autrice di numerosi articoli sulle violenze nell'esercito, sulla corruzione dell'apparato statale e sulla brutalità poliziesca, Anna aveva ottenuto numerose ricompense per la sua copertura del conflitto ceceno. Le sue aperte critiche alla politica e all'azione del governo ne avevano fatto un bersaglio per intimidazioni e vessazioni da parte delle autorità russe e cecene. I suoi primi articoli sul conflitto armato in Cecenia e nel Caucaso del nord nel 1999, le avevano valso la detenzione da parte delle autorità cecene filo-russe. Aveva ricevuto in diverse riprese gravi minacce, comprese minacce di morte da parte di Russi, per aver rivelato le loro estorsioni. Lei interrogava Russi, Ceceni, persone di altri gruppi etnici che le dichiaravano di essere vittime di tortura o che chiedevano giustizia alle autorità della Federazione Russa. Era stata accusata di sostenere i "terroristi" e di essere la nemica del popolo russo, perché denunciava, come giornalista, le gravi violazioni dei diritti umani. Cosciente delle restrizioni che impedivano il lavoro ai giornalisti indipendenti sulla Cecenia e sul Caucaso del nord, lei considerava suo dovere continuare a scrivere per qualli che non avevano i mezzi per farsi ascoltare.
Oggi, la condotta dell'indagine sul suo assassinio dimostra l'esistente scarsa volontà politica di portare davanti alla giustizia quelli che l'hanno ordinato.
Dal mese di agosto 2007, non meno di 12 persone sono state incarcerate per la loro presunta implicazione nell'omicidio di Anna Politkovskaïa. Alcune sono state rpidamente liberate dopo la verifica del loro alibi. Tra i sospetti, i cui nominativi sono stati resi pubblici, ci sono ufficiali del Ministero degli Interni, forze di sicurezza federale (FSB) e un ex capo dell'amministrazione locale della Cecenia. Tuttavia, un anno dopo la sua morte, non é stato ancora identificato il suo assassino e l'indagine non sembra progredire per identificare i mandanti di questo crimine. D'altronde, sembra che diversi detenuti sospettati nel quadro dell'inchiesta hanno subito dei maltrattamenti, alimentando i timori che l'indagine non sia condotta in conformità delle esigenze di legge.
AMNESTY INTERNATIONAL interviene :
Affinché le autorità russe conducano fino al termine ed in modo imparziale l'indagine sulla morte di Anna Politkovskaïa e fare in modo che i responsabili, in particolare i mandatari, siano portati davanti alla giustizia;
Affinché le autorità russe prendano delle misure concrete di protezione e di sostegno per gli attivisti per i diritti umani e misure utili per porre fine all'impunità che godono quelli che li aggrediscono e li minacciano.