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Africa: Il conflitto dei Grandi Laghi

Sommario

Introduzione

Un conflitto antico

La regionalizzazione del conflitto 1998-2003

La Repubblica democratica del Congo (RDC) tra pace e guerra 2003-2004

 

Punti di riferimento :


Cronologia

Glossario

Siti Internet

Carta dell'Africa

Carta dei Grandi Laghi

Repubblica democratica del Congo

Rwanda

Uganda

Burundi

 

Cronologia


1885-1993 : un conflitto dalle origini antiche


Periodo coloniale : l'emergenza della differenza etnica tra Hutu e Tutsi

23 febbraio 1885

Le potenze europee riunite alla Conferenza di Berlino riconoscono l'autorità di Leopoldo II, re dei Belgi, sul bacino del Congo e la cotituzione dello Stato indipendente del Congo (capitale: Boma) come proprietà privata del re.

1892

Il Tedesco Oscar Baumann é il primo a penetrare all'interno del Burundi, come il conte comte Von Gotzen, alla testa di una esplorazione militare tedesca, in Ruanda.

leopoldo II

Leopoldo II, re dei belgi
© un.int


1894

L'Uganda é posta sotto protettorato britannico.

1898

Proclamazione della sovranità tedesca sui due regni integrati sotto una stessa identità, il Ruanda-Urundi, popolati dagli Hutu (demograficamente maggioritari), i Tutsi (minoranza al potere) e dai Twa.

18 octobre 1908

Cessione del Congo allo Stato belga.

1914 - 1916, Rwanda, Burundi

Le truppe tedesche, stazionate in Ruanda-Urundi, sono attaccate dalle truppe belghe e si ritirano definitivamente dal paese nel mese di maggio del 1916.

1924, Rwanda, Burundi

La Società delle Nazioni pone il territorio del Ruanda-Urundi sotto mndato belga, trasformato in tutela nel 1945. Il Belgio si appoggia sulla monarchia ruandese tutsi per istituire l'ordine coloniale..

1931

L'amministrazione coloniale belga impone il rilascio di una carta d'identità ai Ruandesi in cui viene menzionato la loro appartenenza alle comunità hutu, tutsi e twa che essi considerano come etnie.

up

1957-1962 : verso le indipendenze

Rwanda

Gli Hutu prendono il potere e lo esercitano senza dividerlo fino al 1994

marzo 1957

il "manifesto dei Bahutu" denuncia la predominanza della monarchia tutsi sostenuta dal Belgio e rivendica un uguale accesso al potere politico, economico e all'educazione.

ottobre 1957

i partigiani del manifesto creano il Partito per l'emancipazione degli Hutu (Parmehutu).

1° novembre 1959

la rivolta degli Hutu, detta "rivoluzione sociale" o la "Tuttisanti ruandese", provoca il massacro dei Tutsi che fuggono verso il Congo (essenzialmente nella zona Goma-Masisi-Walikale), l'Uganda, il Burundi e la Tanzania. Il 28 gennaio 1961, gli Hutu proclamano la Repubblica.

25 settembre 1961

la monarchia tutsi é abolita per referendum ed il Parmehutu vince le elezioni legislative.

26 ottobre 1961

il suo leader Grégoire Kayibanda é eletto presidente della Repubblica dall'Assemblea legislativa.

1° luglio 1962

proclamazione dell'indipendenza.

Burundi

Gli Hutu accedono al potere che condiviono con i Tutsi, a diversi gradi, fino aall'attuale periodo.

18 settembre 1961

elezioni legislative e vittoria del partito hutu Unione per il progresso nazionale (UPRONA) che rappresenta gli Hutu allontanati dal potere dalla monarchia tutsi che continua a regnare.

 

dal 1962 al 1965

costituzione di una monarchia (tutsi) costituzionale e parlamentare, di alternanza di governi hutu e tutsi, di una maggioranza hutu al Parlamento che é sciolto in seguito ad un tentativo di colpo di stato militare nel mese di ottobre del 1965.

Congo

30 giugno 1960

proclamazione dell'indipendenza del Congo ribattezzato Congo-Léopoldville. Il potere é diviso tra il capo dello Stato, Joseph Kasa-Vubu, ed il primo ministro Patrice Lumumba.

Uganda

9 ottobre 1962

proclamazione dell'indipendenza dell'Uganda che diventa una repubblica federale.

up

1963 - 1990 : la regione dei Grandi Laghi segnata dagli scontri tra Hutu e Tutsi


Congo/Zaïre

1963-1965

un primo conflitto etnico scoppia nel nord-Kivu nella regione del Masisi, tra i Banyarwanda (hutu e tutsi, rifugiati provenienti nel 1959 dal Ruanda) e le popolazioni autoctone Nande, Hunde e Nyanga.

25 novembre 1965

appoggito dal governo belga e dagli Stati Uniti, il generale Mobutu destituisce il presidente Kasa-Vubu, s'impossessa del potere e si proclama presidente della Repubblica democratica del Congo.

27 ottobre 1971

referendum che approva la revisione costituzionale che trasforma la Repubblica democratica del Congo in Repubblica dello Zaire.

mobutu 1968
Il maresciallo Mobutu (1968)
© Archivi Documentation française
Photo Coopération


Rwanda

Dicembre 1963

offensiva dal territorio burundese sul Ruanda da parte di esiliati tutsi. Le rappresaglie provocano la morte di 10.000 tutsi e provocano l'eliminazione del loro leader. Tra il 1959 ed il 1963, circa 300.000 Tutsi ruandesi vanno in esilio, vale a dire la metà della popolazione tutsi del paese.

1965

continuano gli scontri tra Hutu e Tutsi. Nel 1969 il Parmehutu viene proclamato partito unico e diventa Movimento democratico repubblicano (MDR-Parmehutu).

5 luglio 1973

colpo di Stato militare da parte dell'hutu Juvénal Habyarimana. Egli crea il proprio partito, il Movimento rivoluzionario per lo sviluppo (MRND) che diventa partito unico nel 1978 e sarà eletto alla presidenza della Repubblica nel 1978, 1983 e 1988.

Burundi

26 novembre 1966

é abolita la monarchia tutsi, il re va in esilio e viene proclamata la Repubblica, ma i Tutsi confermano la loro supremazia.

Marzo-giugno 1972

insurrezione degli Hutu contro il potere tutsi e repressione dell'esercito a maggioranza tutsi che provoca tra gli Hutu dai 100.000 ai 200.000 morti. 200.000 Burundesi espatriano verso lo Zaire, la Tanzania ed il Ruanda.

2 ottobre 1987

il 3 settembre il maggiore Pierre Buyoya diventa presidente della Repubblica dopo un colpo di Stato militaree.

Uganda

25 gennaio 1971

colpo di Stato del generale Amin Dada, comandante dell'esercito, che instaura un regime dittatoriale. Secondo Amnesty International, 300 000 persone sono massacrate tra il 1971 ed il 1978.

6 febbraio 1981

scoppio della guerriglia condotta dall'Esercito nazionale di resistenza (NRA) guidata da Yoweri Museveni, ex ministro della difesa. Questi prende il potere il 26 gennaio del 1986 dopo cinque anni di guerriglia, aiutato dai Tutsi ruandesi esiliati in Uganda.

up

A partire dal 1990: le premesse del genocidio ruandese e dell'attuale conflitto


Rwanda

1° ottobre 1990

Avanzata all'interno del territorio ruandese dei ribelli tutsi del Fronte patriottico ruandese (FPR) sostenuti dall'Uganda dove sono rifugiati. Lo Zaire, il Belgio e la Francia (operazione vento del nord-ovest) apportano un sostegno militare al presidente ruandese Habyarimana (hutu). Nella capitale Kigali, arresti arbitrari di qualcosa come 10.000 Ruandesi tutsi o oppositori ed il massacro di 1400 Tutsi a Kibilira da parte di estremisti hutu.

gennaio 1991

il FPR, guidato da Paul Kagamé, apre un secondo fronte nel nord-est del paese. All'inizio dell'anno, massacri nella comunità dei Bagogwe, apparentati ai Tutsi, da parte degli Hutu, nel nord-ovest del Ruanda.

marzo 1992

gli estremisti hutu riuniti nella Coalizione per la difesa della Repubblica (CDR) organizzano delle milizie, gli Interahamwe. Vengono massacrati dei Tutsi nel Bugesera, nel sud-est del paese.

da agosto a dicembre del 1992

successione di massacri di Tutsi ed Hutu moderati da parte degli Interahamwe, milizia pro-governativa.

dal 20 al 22 gennaio 1993

massacri di Tutsi e di oppositori hutu moderati in diverse prefetture; creazione dell' "Hutu power".

febbraio 1993

nuova offensiva del FPR fermata a nord di Kigali.

aprile 1993

creazione della Radio-televisione libera delle mille colline (RTLMC) che incita all'odio dei Tutsi e degli Hutu moderati.

4 agosto 1993

firma degli accordi di Arusha (Tanzanie) tra il governo ed il FPR che prevede una divisione dei poteri civili e militari tra Hutu e Tutsi. Questo accordo non sarà mai applicato.

ottobre-dicembre 1993

in dicembre creazione della MINUAR (Missione delle Nazioni unite per l'assistenza al Ruanda), composta da 2500 caschi blu che s'installano nel paese dopo la partenza delle truppe francesi dell'operazione vento del nord-ovest.

Burundi

5 febbraio 1991

approvazione tramite referendum della Carta dell'unità nazionale che condanna ogni ideologia divisionista tra le etmie hutu e tutsi.

23 novembre 1991

alcune violenze tribali tra Hutu e Tutsi provocano oltre 500 morti.

2 aprile 1992

creazione di un governo composto per il 60% da Hutu quando era tradizionalmente diretto dalla minorità tutsi.

1° giugno 1993

elezione presidenziale che consacra l'inattesa vittoria di Melchior Ndadaye, primo capo di Stato hutu. Sostituisce il tutsi Pierre Buyoya, in carica dal 1987. Al governo sono rappresentati Hutu e Tutsi.

22 ottobre 1993

tentativo di putsch nel corso del quale il presidente Melchior Ndadaye, hutu, é assassinato da un gruppo di ufficiali Tutsi. Da parte sua, l'esercito dominato dai Tutsi, abbatte migliaia di Hutu. Inizio della guerra civile che oppone il potere ai movimenti ribelli estremisti hutu.

Zaïre

marzo 1993

nel Kivu, provincia orientale del paese, vengono massacrati i Banyarwandas (Zaïresi hutu e tutsi originari dei vicini Ruanda e Burundi) da parte degli autoctoni, i Nyanga intorno a Walikale e gli Hunde intorno a Masisi. Le violenze interetniche, secondo l'ONG Oxfam, provocano 7000 vittime in quattro mesi.

up

1994-1995 : il genocidio ruandese e l'afflusso dei rifugiati verso lo Zaire

Rwanda, 1994

gennaio

gli estremisti hutu dell'entourage presidenziale di Juvénal Habyarimana (hutu), difensore dell' "hutu power", rifiutano l'applicazione degli accordi di Arusha (4 agosto 1993) che prevede l'istituzione di un governo di transizione allargato ai Tutsi del Fronte patriottico ruandese (FPR).

6 aprile

attentato mortale contro l'aero che riporta il presidente ruandese Juvénal Habyarimana (hutu) e il suo omologo burundese Cyprien Ntaryamira (hutu) da un incontro regionale in Tanzania.

7 aprile

a Kigali, inizio dei massacri da parte degli estremisti hutu della minoranza tutsi e dell'opposizione hutu moderata. Inizia la fuga della popolazione verso i paesi vicini.

9 aprile

intervento militare della Francia e del Belgio per evacuare i cittadini europei (operazione Amarillis).

23 giugno

intervento militare e umanitario francese battezzato operazione Turchese, per una durata di due mesi.

4 luglio

dopo tre mesi di violenti combattimenti, i ribelli tutsi del FPR entrano nella capitale ruandese Kigali. Circa 1,2 milioni di Ruandesi hutu fuggono verso i paesi vicini, in particolare verso il Kivu, nella parte orientale dello Zaire.

17 luglio

formazione del governo di unità nazionale da parte di Faustin Twagiramungu, hutu moderato. Il Pastore Bizimungu, hutu moderato, é nominato presidente della Repubblica e Paul Kagamé, capo dei ribelli del FPR, diventa vice-presidente.

24 luglio

entrata in funzione dell'Assemblea nazionale di transizione.

21 agosto

fine dell'operazione Turchese ma restano in Ruanda fino al mese di settembre 1994 500 militari francesi.

Rwanda, 1995

11 gennaio

dei soldati delle ex-Forze armate ruandesi (ex-FAR), rifugiati nel Kivu dal 1994, attraversano la frontiera ruandese per attaccare sul territorio di quest'ultimo un distaccamento del nuovo esercito ruandese, l'Esercito patriottico ruandese (APR).

22-23 aprile

l'Esercito patriottico ruandese (APR) elimina diverse migliaia di rifugiati hutu nel cmpo per sfollati di Kibeho, nel sud-ovest del Rwanda.

22 febbraio

Arusha (Tanzania) diventa la sede del Tribunale penale internazionale per il Ruanda, istituito dalla risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU l'8 novembre 1994, con lo scopo di giudicare le persone presunte responsabili del genocidio ruandese.

Zaïre, 1994

agosto

inizio di violenti incidenti nel Kivu nei campi di rifugiati hutu ruandesi.

Zaïre, 1995

marzo

afflusso di 35.000 rifugiati provenienti dal Burundi.

giugno

83 Zaïresi massacrati dai Banyamulenge e persistenti tensioni inter-etniche tra autoctoni e rifugiati ruandesi hutu.

agosto

inizio di espulsione dei rifugiati hutu ruandesi e burundesi. Malgrado i tentativi di intimidazione da parte delle ex Forze armate ruandesi (ex-FAR) sui loro compatrioti per impedirli a rientrare in Ruanda, migliaia di rifugiati hutu disertano i campi per raggiungere il loro paese.

dicembre

scontri nel Masisi tra le opposizioni autoctone zairesi.

up

1996 - 1997 : il primo conflitto dello Zaire : la presa del potere da parte di L-D Kabila

13 ottobre 1996 : inizio della ribellione dei Tutsi Banyamulenge

A Uvira, nel Sud-Kivu, inizio della ribellione dei Banyamulenge, Congolesi tutsi di origine ruandese, appoggiati militarmente dal Ruanda, l'Uganda ed il Burundi. Con gli altri oppositori del presidente zairese il maresciallo Mobutu, essi si raggruppano nell'Alleanza delle forze democratiche per la liberazione dello Zaire (AFDL) guidata da Laurent-Désiré Kabila.

novembre-dicembre 1996

L'AFDL smantella i campi profughi ruandesi infiltrati dalle ex Forze armate ruandesi (ex-FAR) e dalle milizie degli Hutu estremisti - gli Interahamwe- responsabili del genocidio del 1994. Catastrofe umanitaria per oltre un milione di rifugiati.

2 marzo 1997

La ribellione s'impossessa dell'immenso campo profughi di Tingi Tingi, a Kindu (provincia di Maniema) mettendo in fuga circa 120.000 rifugiati.

febbraio-aprile 1997

Di fronte alla disfatta delle Forze armate zairesi (FAZ), Laurent-Désiré Kabila conquista i due terzi del territorio.

4 maggio 1997

Fiasco dell'incontro tra il presidente Mobutu e L-D Kabila per cercare di negoziare una transizione "ordinata e democratica" del potere.

16-17 maggio 1997 : dallo Zaïre alla Repubblica democratica del Congo

Dopo 30 anni di potere, il presidente Mobutu va in esilio prima della vittoria dei ribelli. L-D Kabila si autoproclama presidente della Repubblica democratica del Congo (RDC), nuove denominazione dello Zaire. Il 17 maggio i ribelli entrano nella capitale.

7 settembre 1997

Morte del maresciallo Mobutu, in esilio in Marocco.

10 dicembre 1997

Nel campo di Mudende, in Rwanda, oltre un migliaio di rifugiati tutsi di origine congolese (ex-Zaire) sono sterminati dagli Hutu delle ex Forze armate ruandesi (ex-FAR) e dai miliziani interahamwe.

dicembre 1997

L-D Kabila comincia ad allegerirsi della tutela dei suoi alleati ruandesi, ugandesi e burundesi.

Contesto regionale :

Uganda, 9 maggio 1996

Yoweri Museveni é eletto presidente della Repubblica.

Burundi, 25 luglio 1996

in seguito ad un colpo di Stato militare, il maggiore Pierre Buyoya (tutsi) é proclamato presidente ad interim da parte dell'esercito a dominanza tutsi.

up

1998 - 2002 : il secondo conflitto della Repubblica democratica del Congo (ex-Zaïre) o "conflitto dei Grandi Laghi"


1998 : sette paesi africani in guerra nella RDC

27 luglio 1998

L-D Kabila rompe le sue alleanze con il Ruanda, l'Uganda ed il Burundi.

2 agosto 1998 : inizio del secondo conflitto della RDC in Kivu

Una nuova ribellione di Tutsi Banyamulenge scoppia nel Kivu contro le truppe governative di L-D Kabila, appoggiata dai suoi ex alleati, il Ruanda e l'Uganda.

16 agosto 1998

La ribellione forma una coalizione politico-militare, l'Unione congolese per la democrazia (RCD), guidata da Ernest Wamba dia Wamba.

Sul suolo congolese entrano in guerra sette paesi: : i ribelli congolesi sono appoggiati dal Ruanda, l'Uganda ed il Burundi. ; L-D Kabila, sostenuto dai soldati delle ex-Forze armate ruandesi sempre rifugiate nella RDCongo e da altre milizie congolesi come quelle dei Maï-Maï, si allea con l'Angola, la Namibia, lo Zimbabwe (e il Ciad che si ritira subito dai combattimenti).

23 agosto 1998

I ribelli del RDC prendono Kisangani (Capitale della provincia orientale), terza città del paese. Essi minacciano la capitale Kinshasa con un'audace operazione aviotrasportata, fermata in extremis dall'intervento delle truppe venute dall'Angola, dalla Namibia e dallo Zimbabwe. Inizio della spartizione del paese: il Nord ed il Sud-Kivu cadono sotto il controllo del RCD che occupa anche parte di Maniema, del Katanga, della Provincia orientale ; l'occidente resta sotto il controllo del governo e dei suoi alleati.

1° ottobre 1998

Si forma un'altra ribellione nella provincia dell'Equatore, il Movimento per la liberazione del Congo (MLC) guidato da J-P Bemba. Il MLC prende il controllo della regione, appoggiato dall'Uganda le cui truppe sono stanziate nell'Equatore e nella Provincia orientale.

12 ottobre 1998

I ribelli si impossessano della città di Kindu, quartier generale dell'esercito congolese. Proseguono la loro offensiva verso le regioni minerarie del Kasaï e del Katanga.

31 dicembre 1998

La ribellione massacra 500 civili nel Sud-Kivu come rappresaglia ad un attacco condotto il 29 dicembre dai Maï-Maï, ribelli riallineatosi al potere.

up

1999 : lancio del processo di pace e rottura di alleanza tra il Ruanda e l'Uganda

Inizio gennaio 1999

300 civili sono uccisi dall'esercito congolese nella provincia dell'Equatore.

18 aprile 1999

Accordo di pace tra la Repubblica democratica del Congo e l'Uganda firmato a Sirte, in Libia. Gli altri belligeranti ricusano quest'accordo. E' ratificato in agosto dal Movimento per la liberazione del Congo (MLC) ed in seguito dalle due correnti dell'Unione congolese per la democrazia (RCD). Non é mai stato applicato.

17 maggio 1999

Scissione del RCD in due distinti movimenti ribelli e rovesciamento della loro alleanza con il Ruanda e l'Uganda. Uno, il RCD-Goma, é installato a Goma, guidato da Emile Llunga ed appoggiato dal Ruanda. L'altro, il RCD-Kisangani, é installato a Kisangani, guidato da Wemba di Wemba e appoggiato dall'Uganda che appoggia anche il MLC (nel 1998, Wemba era appoggiato dal Ruanda). La spartizione del paese é effettiva: i gruppi armati controllano il nord-est ed il sud-est della RDC, il governo non controlla che la metà occidentale.

maggio-giugno 1999

Nell'Ituri rivolta dei Lendu (etnia maggioritaria appoggiata dal Ruanda) contro gli Hema proprietari di grandi sfruttamenti. L'esercito ugandese (UPDF) che ha stabilito una base a Bunia, appoggia gli Hema

10 luglio 1999

Accordi di Lusaka : cessate-il-fuoco firmato a Lusaka (Zambia) da parte dei sette Stati coinvolti nel conflitto (il Ciad si era ritirato un poco dopo l'inizio delle ostilità). E' ratificato in agosto dai ribelli del MLC e delle due correnti del RCD. Gli eserciti stranieri hanno nove mesi per lasciare la Repubblica democratica del Congo.

L'esercito ruandese occupa una parte della Povincia orientale, il Nord ed il Sud-Kivu così come il Nord-Katanga. L'esercito ugandese controlla la parte nord della provincia dell'Equatore e della Provincia orientale. Malgrado l'accordo continuano i combattimenti ed i massacri.

agosto 1999

Primi scontri tra il Ruanda e l'Uganda che si disputano il controllo della città di Kisangani (Provincia orientale), nodo cruciale del mercato dei diamanti, causando la morte di duecento civili.

30 novembre 1999

La risoluzione 1279 del Consiglio di sicurezza dell'ONU autorizza la creazione della Missione delle Nazioni unite nella Repubblica democratica del Congo (MONUC).

agosto-dicembre 1999

Nell'Ituri avvengono alcuni massacri interetnici tra Lendu e Hema che causano, nella regione di Bunia, 5000 morti e 150.000 sfollati.

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2000 : nella RDC, combattimenti tra il Ruanda e l'Uganda

24 febbraio 2000

Con la risoluzione 12291 del Consiglio di sicurezza l'ONU approva l'invio di 5537 uomini per fare rispettare il cessate-il-fuoco.

maggio-giugno 2000

Nuovi combattimenti tra gli ex alleati, il Ruanda e l'Uganda, a Kisangani che si affrontano per il controllo delle ricchezze diamantifere della regione.

Il 14 maggio ha luogo un summit a Mwanza (Tanzanie) tra i presidenti ruandese e ugandese, Paul Kagamé e Yoweri Museveni, che ordinano il cessate-il-fuoco, la smilitarizzazione di Kisangani ed un ritiro delle truppe ad almeno 100 km dalla città a partire dal 25 maggio.

Il 21 maggio un accordo firmato dai due eserciti sotto gli auspici dell'ONU conferma questa decisione.

Tra il 5 ed il 10 giugno, tuttavia riprendono violenti combattimenti a Kisangani provocando tra la popolazione civile almeno 150 morti ed oltre 1000 feriti.

16 giugno 2000

Risoluzione 1304 del'ONU che ordina il ritiro di tutte le truppe straniere dal territorio congolese senza fissare una data limite.

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2001 : Joseph Kabila, successore di L-D Kabila, rilancia il processo di pace

16 gennaio 2001

I gruppi ribelli sostenuti dall'Uganda creano il Fronte per la liberazione del Congo (FLC), dominato dal Movimento di liberazione congolese (MLC).

16 gennaio 2001

Viene assassinato il presidente Laurent-Désiré Kabila.

Il 17 gennaio viene nominato capo dello Stato suo figlio Joseph Kabila. Il 26 gennaio, nel suo discorso d'investitura annuncia la sua volontà di normalizzare le relazioni della Repubblica democratica del Congo con la comunità internazionale e di rilanciare il processo di pace inscritto nell'Accordo di Lusaka firmato nel luglio 1999 e mai pplicato.

gennaio 2001

Scontri tra Hema e Lendu nell'Ituri. Esodo degli Hema in Uganda.

15 febbraio 2001

A Lusaka rilancio dell'accordo di tregua del luglio 1999 nel corso di un nuovo summit regionale (RDC, Angola, Zimbabwe, Namibia, sono assenti il Ruanda e l'Uganda, e tre fazioni ribelli : MLC, RCD-Goma, RCD-Kisangani). Joseph Kabila accetta la mediazione di Katumile Masire, ex-presidente zambiano, e il dispiegamento dei caschi blu.

Di fronte a questa apertura diplomatica ed alla pressione della comunità internazionale, il 28 febbraio il Ruanda e l'Uganda cominciano a ritirare le loro truppe dal territorio congolese.

29 marzo 2001

La MONUC dispiega il suo primo contingente nell'est, in territorio ribelle, ed il 4 aprile in zona governativa.

agosto 2001

Scontri interetnici nell'Ituri.

15 ottobre 2001

Apertura ufficiale del dialogo intercongolese ad Addis Abeba, in Etiopia. Questo forum riunisce 80 delegati che rappresentano il governo congolese, la ribellione, l'opposizione politica e la società civile. Deve regolare la parte dell'accordo di Lusaka per quanto riguarda il cessate-il-fuoco che non é stato rispettato dal mese di luglio del 1999. Viene immediatamente interrotto per riprendere solo nel febbraio del 2002.

6 novembre 2001

A Londra, sotto la mediazione della Gran Bretagna, i presidenti ugandese Yoweri Museveni e ruandese Paul Kagamé si impegnano in extrémis ad evitare dei nuovi scontri, tra i due paesi, nel Nord-Kivu.

up

2002: ritiro delle truppe straniere dalla RDC ed apertura del dialogo intercongolese

gennaio 2002

Nuovi scontri inter-etnici nell' Ituri.

25 febbraio -18 aprile 2002

Aperto ufficialmente il 15 ottobre 2001 ad Addis-Abeba, ed interrotto immediatamente, il dialogo intercongolese riprende a Sun City, nell' Africa del Sud, sotto la mediazione dell'ex presidente botswanese Ketumile Masire. Circa 300 delegati del governo congolese, dei movimenti ribelli congolesi sostenuti dall'Uganda (MLC, RCD-ML denominato anche RCD-Kisangani), dell'opposizione politica e della società civile sono riuniti per elaborare un accordo sul regime di transizione da creare prima delle elezioni. E' concluso un accordo parziale della divisione del potere . Non è firmato dal RCD-Goma e parecchi partiti dell'opposizione radicale.

31 marzo 2002

Creazione del Partito del popolo per la ricostruzione e la democrazia (PPRD) per sostenere il presidente Joseph Kabila

14-17 maggio 2002

A Kisangani (Provincia orientale), ammutinamento di soldati e poliziotti che si appellano alla popolazione per cacciare ed espellere i "ruandesi" ( cittadini ruandesi e congolesi di origine ruandese). Repressione sanguinosa da parte dei ribelli del RCD-Goma che controllano una parte della regione col sostegno del Ruanda. Almeno 163 persone sono vittime delle prevaricazioni commesse.

giugno 2002

Terzo scontro tra il Ruanda e l' Uganda a Kisangani. L'esercito patriottico ruandese (APR) caccia dalla città l'esercito ugandese, le Forze di difesa popolare dell' Uganda (UPDF), facendo circa 1 200 morti tra la popolazione.

 

30 luglio 2002

Accordo tra la RDC ed il Ruanda firmato a Pretoria (Africa del Sud). Il presidente ruandese Paul Kagamé s'impegna a ritirare i suoi 30 000 soldati del RDCongo in cambio del disarmo e del raggruppamento da parte del governo congolese di circa 12 000 ribelli estremisti hutu ruandesi (ex-forze armate ruandesi e milizie Interahamwé responsabili del genocidio del 1994, ripiegati nella RDC, in seguit rimpatriati in Ruanda.

6 settembre 2002

Accordo tra la RDC e l'Uganda firmato a Luanda (Angola). Prevede il ritiro totale delle truppe ugandesi dal nord-est del territorio e la normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra i due paesi. La data del ritiro è molta volta rinviata.

5 ottobre 2002

Fine del ritiro delle truppe dell'Esercito patriottico ruandese (APR).

30 ottobre 2002

Fine del ritiro delle truppe angolane, namibiane e zimbabwane, alleate del governo congolese.

4 dicembre 2002

Risoluzione 1445 dell'ONU che rinforza gli effettivi del MONUC.

6 dicembre 2002

I finanziatori accordano più di 2,5 miliardi di dollari alla Repubblica democratica del Congo.

17 dicembre 2002

Proseguimento del dialogo intercongolese a Pretoria sotto la mediazione dell'ONU e dell'Africa del Sud: l'accordo di tregua di Lusaka del luglio 1999 è completato da un accordo politico globale sulla divisione del potere durante un periodo di transizione di due anni tra Joseph Kabila e quattro vicepresidenti rappresentanti le quattro componenti dei negoziati aperti da ottobre 2001: il governo, i due principali movimenti ribelli (MLC e RCD-Goma) l'opposizione non armata e la società civile. Delle elezioni generali avranno luogo dopo il periodo di transizione, in giugno e luglio 2005.

Alla fine del 2002, le truppe straniere ufficialmente si sono ritirate dal RDCongo. Ma nell'est ed il nord-est, i combattimenti che implicano una miriade di gruppi armati rivali raddoppiano di intensità. Sono alimentate dal Ruanda e dall'Uganda che intendono conservare, per guerriglie interposte, il controllo dello sfruttamento delle ricche risorse naturali della regione.

up

Dal 2003: tra pace e guerre nella RDC


2003: inizio della transizione democratica nella RDC malgrado il proseguimento delle violenze

gennaio 2003

Nell' Ituri (Provincia orientale nel nord-est della Repubblica democratica del Congo), la Missione delle Nazioni unite in Repubblica democratica del Congo (MONUC) denuncia atti di stupro e di cannibalismo perpetrato dai ribelli del Movimento per la liberazione del Congo (MLC) e dal RCD-N (Raggruppamento congolese per la democrazia-nazionale) dissidenza della RCD. I ribelli dell'UPC (Unione dei patrioti congolesi, hema) si ritorcono contro l'Uganda e formano alleanza col RCD sostenuto dal Ruanda. Chiede il ritiro dei soldati ugandesi da Bunia, capoluogo dell'Ituri. In risposta, l'Uganda aumenta i suoi effettivi.

6 marzo 2003

L'unione dei patrioti congolesi (UPC, hema) è cacciata da Bunia controllata da 2 000 soldati dell'esercito ugandese.

18 marzo 2003

Parecchi movimenti politico-militari vicini all'Uganda e al governo congolese firmano un accordo di cessate il fuoco per l'Ituri. Accordo ricusato dall'unione dei patrioti congolesi (UPC, hema).

2 aprile 2003

Chiusura e firma dell'atto finale del dialogo intercongolese a Sun City (Africa del Sud).
L'"accordo globale ed inclusivo" regolerà il periodo di transizione previsto fino a luglio 2005.

4 aprile 2003

Promulgazione della Costituzione di transizione.

15 aprile 2003

Creazione dell'amministrazione speciale interinale dell'Ituri."

aprile 2003

Il Ruanda minaccia di inviare di nuovo dei soldati nella RDCongo se l'Uganda non ritira i suoi effettivi.
Fine aprile, inizio del ritiro dall' Ituri delle truppe ugandesi.

7 maggio 2003

Fine del ritiro delle truppe ugandesi da Bunia.
L'Uganda mantiene tuttavia dei soldati in altre sacche di combattimenti in Ituri.

12 maggio 2003

In Ituri, appena gli ugandesi sono partiti da Bunia, l'UPC, appoggiato dal Ruanda, dominata dagli Hema minoritari, si oppone alle milizie lendu e riprende la città dopo violenti combattimenti che fanno dai 300 ai 350 morti.

 

30 maggio 2003

Con la risoluzione 1484 adottata dal Consiglio di sicurezza, l'ONU decide la creazione di una forza multinazionale di emergenza in Ituri per rendere sicura Bunia. È dispiegata dall'unione europea e collocata sotto il comando francese, effettivo: 1 850 uomini dei nove paesi, in maggioranza francese. Nome di codice: Artémis.
L'operazione inizia il 6 giugno 2003 e si conclude il 1 settembre 2003.

2-7 giugno 2003

In Ituri, podeguono gli scontri nella regione di Bunia che oppone glii Hema del Partito per l'unità e la salvaguardia dell'integrità del Congo (PUSIC, sostenuto per l'Uganda) ai Lendu del Fronte dei nazionalisti e degli integrazionalisti (FNI, sostenuto dall' l'Uganda) ed al Fronte di resistenza patriottica dell'Ituri (FRPI, vicino al governo di Kinshasa). Circa 400 vittime.

30 giugno 2003

Nomina di un governo di transizione nella Repubblica democratica del Congo secondo l'accordo concluso a Pretoria il 17 dicembre 2002. Guidato dal capo dello stato Joseph Kabila, e assistito da quattro vicepresidenti, il governo di unione nazionale, dove sono rappresentate tutte le componenti del dialogo intercongolese (governo, MLC, RCD ed opposizione politica) sono incaricati di preparare delle elezioni libere entro due anni.

6 luglio 2003

Nell'Ituri, la forza multinazionale controllo Bunia da deve ha bandito le milizie delle etnie rivali. Tuttavia i massacri proseguono in diverse località dell'Ituri (parecchie decine di vittime a Drodro e Largo a 80 km da Bunia, il 25 luglio) tra gli Hema (etnia minoritaria) ed i Lendu (etnia maggioritaria).

1 settembre 2003

Fine dell'operazione Artémis in Ituri sostituita da circa 4 700 caschi blu (dati fine 2004) della MONUC (Brigada dell'Ituri) il cui mndato è stato allargato e rinforzato dalla la risoluzione 1493 del 28 luglio 2003 del Consiglio di sicurezza.

5 settembre 2003

A Kinshsa, installazione dello Stato Maggiore integrato del nuovo esercito congolese, le Forze armate della Repubblica democratica del Congo (FARDC).

25 settembre 2003

A New York, adozione dei "Principi di relazioni di buono vicinato e di cooperazione tra la RDC, il Burundi, il Ruanda e l'Uganda" da parte dei protagonisti.

17 - 18 dicembre 2003

Il gruppo consultivo dei finanziatori per la Repubblica democratica del Congo, riunito a Parigi, decida di assegnare 3, 9 miliardi di dollari per sostenere il risollevamento socioeconomico del paese.

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2004: verso una riconciliazione tra i paesi dei Grandi laghi?

2 marzo 2004

Nel Kivu, nella parte orientale della Repubblica democratica del Congo, installazione di 3 500 caschi blu, la Brigada del Kivu con base a Bukavu, che renderà sicure le province Nord-Kivu e Sud-Kivu.

28 marzo 2004

Fallito un tentativo di colpo di stato contro Joseph Kabila, presidente della Repubblica democratica del Congo.

aprile 2004

Nel Kivu, la tensione sale di nuovo tra il Ruanda e la Repubblica democratica del Congo dopo l'attacco di un villaggio ruandese da parte dei ribelli ruandesi hutu, basati in RDC, responsabili del genocidio del 1994 e raggruppati sotto il nome di Forze democratiche di liberazione del Ruanda (FDLR).

20 aprile 2004

Il presidente Joseph Kabila pubblica la "road map" del periodo di transizione.

14 maggio 2004

Sei dei sette gruppi armati operanti in Ituri firmano l' "Atto di impegno di Kinshasa" affinché s'impegnino a deporre le armi.

16 maggio 2004

Il governo congolese nomina i nuovi governatori ed i vice-governatori delle undici province. Il ripristino dell'autorità dello stato su tutto il territorio é una maggiore componente per il processo di riconciliazione in corsonella RDC.

26 maggio-9 giugno 2004

Nella regione di Bukavu, nel Sud-Kivu, violenti scontri tra le Forze armate della Repubblica del Congo (FARDC) e due gruppi di soldati dissidenti guidati da due capi ribelli, il generale Laurent Nkunda ed il colonnello Jules Mutebusi, appartenenti alla comunità banyamulenge che intendono proteggere contro le vessazioni commesse contro essa da parte delle forze di sicurezza congolese.

I dissidenti cacciano l'esercito regolare da Bukavu il 2 giugno ma, sotto la pressione della MONUC e dei mediatori internazionali, lasciano la città il 9 giugno. 90 persone muoioni durante questi combattimenti che rianimano le tensioni latenti tra le vicine RDC e Ruanda accusate di sostenere i dissidenti, che smentiscono.

Circa 30 000 abitanti della regione di Bukavu fuggono verso il Burundi ed il Ruanda.

3-4 giugno 2004

Manifestazioni e saccheggi, che fanno 12 morti, hanno luogo a Kinshasa contro gli edifici della MONUC per denunciare la sua incapacità a fare cessare i combattimenti.

11 giugno 2004

Fallito un secondo tentativo di colpo di stato contro il presidente Joseph Kabila.

25 giugno 2004

Sotto la pressione degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, e sotto gli auspici del presidente nigeriano Obasanjo, si tiene un mini-summit in Nigéria dove s'incontrano il presidente congolese Joseph Kabila ed il suo omologo ruandese Paul Kagamé per cercare di allentare le tnsioni tra i due paesi.

13 luglio 2004

L'amministrazione del distretto dell' Ituri si installa a Bunia, in sostituzione dell'amministrazione speciale interinale creata il 15 aprile 2003.

13 agosto 2004

In Burundi, nel campo profughi di Gatumba, vicino alla frontiera con la Repubblica democratica del Congo, massacro di 159 Banyamulenge da parte dei ribelli hutu burundesi delle Forze nazionali di liberazione (FNL), venuti dalle loro basi situate nella parte arretrata della RDC.

Queste carneficine attizzano una volta di più le gravi tensioni che perdurano nella regione tra Hutu e Tutsi . Queste minacciano anche la transizione in corso nella RDC, bloccata per dieci giorni per la sospensione della partecipazione dell'Assembramento congolese per la democrazia (RCD, ex-ribellione) di Azarias Ruberwa alle istituzioni provvisorie.

22 settembre 2004

La RDC ed il Ruanda accettano di creare un Meccanismo congiunto di verifica (MCV) per aiutare a risolvere le richieste di sicurezza lungo la loro comune frontiera.

1 ottobre 2004

La risoluzione 1565 del Consiglio di sicurezza dell'ONU proroga il mandato della MONUC fino al 31 marzo 2005 ed autorizza l'aumento degli effettivi di 5900 persone.

16 ottobre 2004

Joseph Kabila si reca per la prima volta dall'inizio della transizione nell'est del paese, in particolare a Kisangani, capoluogo della Provincia orientale, ed a Kindu, capoluogo del Maniema, per affermare il ripristino dello stato e la riunificazione del paese, diviso sui piani militari, amministrativi e politici dal 1999 tra i movimenti ribelli ed i governi centrali.

26 ottobre 2004

Accordo firmato a Kigali (Ruanda), sotto l'egida degli Stati Uniti, tra la RDC, il Ruanda e l' Uganda secondo il quale i tre paesi che sono in conflitto dal 1998 si avviano a cooperare in seno ad una commissione di difesa e sicurezza con lo scopo di neutralizzare i gruppi armati operanti nella regione.

19-20 novembre 2004

Summit a Dar-es-Salam (Tanzania) che apre la Conferenza internazionale per la pace, la sicurezza, la democrazia e los viluppo nella regione dei Grandi Laghi voluto dall'iniziativa di Kofi Annan, Segretario generale dell'ONU. Un secondo summit avrà luogo nel 2005. Dovrà presentare un Patto di sicurezza, di stabilità e di sviluppo costituito, da una parte, dalla dichiarazione di Dar-es-Salam che determinerà il quadro generale e gli orientamenti politici della Conferenza e, dall'altra parte, dei programmi di azione che saranno preparati tra i due summit da un comitato ministeriale.

sommet
Sommet de Dar-es-Salam (Tanzanie)
sur la question des Grands Lacs, 2004
© ONU

dicembre 2004

Violenti combattimenti hanno luogo a Kanyabayonga, nel Nord-Kivu, tra i soldati ammutinati tutsi del Raggruppamento congolese per la democrazia (RCD, ex-ribellione sostenuta dal Ruanda) e l'esercito regolare. Gli ammutinati accusano quest'ultimo di sostenere i ribelli hutu ruandesi delle FDLR (Forze democratiche di liberazione del Ruanda) profughi nella RDC che, secondo gli ammutinati, esercitano violenze contro i Tutsi congolesi di origine ruandese installati nella regione. Da parte sua, il Ruanda accusa le FDLR di minacciare la sua sicurezza e rimprovera la RDC di non disarmarli come prevede l'accordo RDC-Ruanda del 22 settembre 2004. In questa provincia, la popolazione non smette di subire vessazioni e violenze malgrado la transizione democratica in corso.

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25 febbraio 2005

Un convoglio del MONUC è attaccato sulla strada di Bunia, in Ituri, da parte dei miliziani del FNI, Fronte dei nazionalisti integrazionisti, etnia mggioritaria lendu, causando la morte di nove caschi blu bangladesi venuti a proteggere un campo di 8 000 profughi che subiscono le vessazioni da parte dei ribelli da parecchie settimane. L'aiuto umanitario è sospeso ed il governo congolese manda 3 000 soldati supplementari in Ituri.

29 marzo 2005

Con la risoluzione 1592 del Consiglio di sicurezza [. pdf, 42 Ko], il mandato della MONUC è prolungato fino al 1 ottobre 2005. In marzo, la missione lancia delle vaste operazioni militari nella regione di Bunia per tentare di rendere sicura la zona devastata dalle milizie etniche rivali lendu e hema che rifiutano il processo di disarmo e di reinserimento nel nuovo esercito congolese.

30 marzo 2005

I ribelli hutu ruandese delle Forze democratiche per la liberazione del Ruanda (FDLR), implicati nel genocidio del 1994 e nella guerra che devasta il Kivu dove si sono rifugiati dal 1994, annunciano il loro intento di cessare la lotta armata contro il potere tutsi ruandese.

18 aprile 2005

L'embargo sulle armi è esteso a tutta la Repubblica democratica del Congo con la risoluzione 1596 del Consiglio di sicurezza [. pdf, 52 Ko]. L'embargo, deciso il 28 luglio 2003 dalla la risoluzione 1493 del Consiglio di sicurezza, riguardava solo il Nord ed il Sud Kivu.

13 maggio 2005

Adottato in prima lettura dal Senato il 17 marzo, il progetto di Costituzione della Repubblica

burundi donne
I combattimenti hanno provocato lo sfollamento di centinaia di migliaia di Burundesi

democratica del Congo é votato dall'Assemblea nazionale a larga maggioranza. Esso pone le basi di uno Stato democratico con un presidente eletto a suffragio universale e dei rappresentanti liberamente eletti, per la prima volta da 40. La RDC opta per un regime semi-presidenziale in uno Stato unitario fortemente decentralizzato comprendente 26 provincie invece di 11. Il testo deve essere interinato da un referendum previsto il 27 novembre 2005.

 

17 giugno 2005

Il Parlamento della Repubblica democratica del Congo vota a larga maggioranza il prolungamento della transizione politica fino al 31 dicembre 2005, a causa del ritardo dei lavori della Commissione elettorale indipendente ed alle difficoltà materiali nel paese disorganizzato a causa della guerra. Creata nel 2003, doveva terminare i lavori il 30 giugno 2005.

 

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2005 Agosto - Pierre Nkurunziza, del gruppo Hutu FDD , é eletto president dale due camera del parlamento. Lo FDD vince le elezioni parlamentari in Giugno.


2005 Settembre – Il restante attivo gruppo ribelle, lo FNL, respinge le offerte di pace da parte del governo.


2006 Aprile – Viene abolito il coprifuoco, imposto durante le violenze etniche agli inizi del 1970.
2006 Agosto – L’ex Presidente Domitien Ndayizeye é accusato di coinvolgimento in un tentato colpo di stato. Insieme ad altri 4 co-imputati è assolto dalla Corte Suprema nel mese di Gennaio 2007.


2006 Settembre – L’ultimo gruppo attivo ribelle, le Forze di Liberazione Nazionale (FNL), ed il governo firmano un cessate il fuoco in colloqui tenutosi in Tanzania.


2006 Dicembre – I sempre più modi autoritari del governo rischiano di vanificare I profitti della pace, avverte il Gruppo di crisi internazionale.


2007 Febbraio – L’ONU chiude la missione di peacekeeping e la trasforma in operazione di ricostruzione.


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