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Africa: Il conflitto
dei Grandi Laghi
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Il saccheggio delle risorse naturali della RDC> Antiche pratiche illecite > Creazione di un'economia di guerra > Un saccheggio organizzato > Il commerio delle armi finanziato dal saccheggio > Parchi nazionali distrutti
La Repubblica democratica del Congo é dotata, dal nord-est al sud-est del paese,di una rara abbondanza di risorse minerarie (coltan, diamanti, oro, rame, cobalto, zinco, manganese...), di risorse forestali e di fauna (gorilli, okapi...) molto ricche e di vasti suoli fertili adatti all'agricoltura (caffé, tabacco, thé...). Da molto tempo, molto prima del conflitto del 1998, tali ricchezze naturali hanno fatto l'oggetto di baratto, di contrabbando e di traffico che arricchisce la classe dirigente dell'ex-Zaire. Hanno sempre inasprito le avidità dei paesi vicini alla RDC, in particolare il Ruanda e l'Uganda. Esse spiegano l'occupazione, tra il 1996 ed il 2002, da parte delle truppe ruandesi e ugandesi delle province orientali del paese, così come le lotte fratricide tra il Ruanda e l' Uganda sul suolo congolese. "La storia della Repubblica democratica del Congo è solo
il lungo seguito di depredazioni che hanno avuto come obbiettivo le sue
ricchezze naturali e il suo capitale umano, qualunque sia stato il regime
politico o il governo in carica. Questo sfruttamento, spesso sostenuto
dalla forza brutale, aveva per scopo l'arricchimento di alcuni. Mentre
le preziose risorse del paese erano saccheggiate o andavano in rovina,
un'economia informale fatta di baratto, di contrabbando e di traffico
di materie prime, si è messa a prosperare fino a diventare l'unico
mezzo di sussistenza della più grande parte della popolazione.
Questa economia ha rinforzato i legami etnici e di clan e le strutture
coloniali tra le province del Kivu e gli Stati vicini, come il Burundi
e il Ruanda, o il Kenya, l'Uganda e la Tanzania. Analoghe reti di scambi
informali uniscono strettamente la provincia del Katanga allo Zambia ed
all'Angola. Lo sfruttamento illegale delle risorse del paese da parte degli gli stranieri,
con la partecipazione dei congolesi, é iniziato con il primo conflitto
nel 1996. A mano a mano che l'avanzata dei ribelli dell'Alleanza delle
forze democratiche per la liberazione del Congo-Zaire (AFDL) progrediva
nella regione orientale e nel sud-est dello Zaire, appoggiate dagli eserciti
ruandesi e ugandesi, il loro capo Laurent-Désiré Kabila,
ha firmato dei contratti con un certo numero di società straniere.
> Le risorse minerarie della Repubblica democratica del Congo (RDC) Creazione di "un'economia di guerra"
Prima fase: tra il 1998 ed il 1999, per finanziare il conflitto, le zone
occupate sono sistematicamente spogliate di tutte le loro scorte Seconda fase: una volta esaurite le scorte di risorse , i congolesi,
civili e militari, e gli stranieri (soprattutto ruandesi, ugandesi, Zimbabweni
alleati di Kabila) passano ad una fase attiva di estrazione e di sfruttamento
diretto ed illegale delle risorse. Dagli accordi di Pretoria del luglio 2002 tra la RDC e il Ruanda e gli
accordi di Luanda del settembre 2002 tra la RDC e l'Uganda, le truppe
straniere si sono ritirate progressivamente ma hanno lasciato il posto
vuoto ad una proliferazione di gruppi armati congolesi. Secondo i rapporti dei gruppi di esperti al Consiglio di sicurezza dell'ONU sullo sfruttamento illegale delle risorse naturali nella RDC. Il commercio delle armi finanziato dal saccheggio delle risorse Con la risoluzione 1493 del 28 luglio 2003 da parte del Coniglio di sicurezza dell'ONU viene imposto un embargo di 12 mesi sulle armi: «Tutti gli Stati, compresa la RDC, sono tenuti ad impedire la fornitura, la vendita o il trasferimento diretto o indiretto di armi e di ogni materiale connesso, così come la fornitura di ogni assistenza, di consiglio e di formazione che si collegano alle attività militari, a tutti i gruppi armati ed alle milizie strniere e congolesi che operano nel Nord e Sud-Kivu e l'Ituri, e ai gruppi che non fanno parte dell'Accordo globale e inclusivo sulla transizione nella RDC». Malgado quest'embargo, prolungato fino al 31 luglio 2005 dalla risoluzione
1552 del 27 luglio 2004, lo sfruttamento illecito delle risorse naturali
continua a finanziare i traffici d'armi, difficili da sorvegliare "Il governo di transizione esercita poco o nessuna autorità
su alcune vaste superfici della sua frontiera orientale. In Ituri, per
esempio, il commercio transfrontaliere è controllato dai gruppi
armati che ne traggono benefici sostanziali tanto dal punto di vista delle
tasse che dalla facilità di accesso ai prodotti, leciti ed illeciti,
provenienti dall'estero. Controllare le frontiere riveste anche un grande
importanza strategica perché ciò permette di battere velocemente
in ritirata nei paesi vicini in caso di bisogno." Per saperne di più > I quattro rapporti dei gruppi di esperti incaricati dal Consiglio di sicurezza dell'ONU sul saccheggio delle risorse naturali della RDC : --- 23 octobre 2003 : Nouveau Rapport du Groupe d'experts sur l'exploitation illégales des ressources naturelles et autres richesses de la RDC --- 16 octobre 2002 : Rapport final au Conseil de sécurité de l'ONU du Groupe d'experts sur l'exploitation illégale des ressources naturelles et autres formes de richesses de la RDC, 16 octobre 2002 --- 22 mai 2002 : Rapport intérimaire du Groupe d'experts sur l'exploitation illégale des ressources naturelles et autres richesses de la RDC --- 12 avril 2001 : Rapport
du Groupe d'experts sur l'exploitation illégale des ressources
naturelles et autres richesses de la République démocratique
du Congo > Martineau Patrick, Groupe de recherches sur les activités minières en Afrique (Grama), Enquête sur la route commerciale du coltan congolais mai 2003, Faculté de sciences politique et de droit de l'Université du Québec à Montréal > Amnesty International, Le commerce du diamant dans les régions de la RDC tenues par le gouvernement, octobre 2002 > Giraudon Robert, Le Zaïre, un scandale géologique ? Afrique contemporaine n°183, juillet-septembre 1997, La Documentation française Situata da una parte all'altra dell'equatore, la RDC possiede una delle
più ricche biodiversità del pianeta a causa della sua posizione
geografica. Secondo l'Istituto congolese per la conservazione della natura
(ICCN), «la biodiversità della RDC é caratterizzata
da 11.000 specie di piante, 409 specie di mmmiferi, 1086 specie di uccelli,
1069 specie di pesci, 152 specie di serpenti.» La fauna racchiude
delle specie uniche e rare, per esempio lo scimpanzé nano o Bonobo,
il gorilla delle montagne, il rinoceronte bianco del nord, l'okapi. "La combinazione delle attività di sfruttamento e del proseguimento
del conflitto ha, di fatto, eliminato ogni controllo amministrativo sui
parchi che porta ad una militarizzazione di numerosi di essi, particolarmente
delle riserve di Virunga, di Kahuzi-Biega e di Okapi. Questi parchi occupano
una posizione strategica lungo la frontiera orientale del RDC, e sono
utilizzati regolarmente come punto di passaggio per le forze armate per
penetrare nell'est del Congo." Fonte : Groupe d'experts mandaté par le Conseil de sécurité de l'ONU, Rapport intérimaire sur l'exploitation illégale des ressources naturelles et autres richesses de la RDC, 22 mai 2002 Per saperne di più >
L'intervention de l'Unesco dans la protection des sites congolais Copyright 2005 La Documentation française |
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