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Africa: Il conflitto dei Grandi Laghi

Sommario

Introduzione

Un conflitto antico

La regionalizzazione del conflitto 1998-2003

La Repubblica democratica del Congo (RDC) tra pace e guerra 2003-2004

 

Punti di riferimento :


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Burundi

 

La transizione democratica nella RDC : una speranza di pace ?


> La creazione delle istituzioni di transizione
> Alcuni freni all'azione del governo transitorio

Creazione delle istituzioni di transizione

In particolare gli accordi comprendono :
- l' "accordo globale e inclusivo" sulla transizione nella RDC firmato a Pretoria il 17 dicembre 2002,
- l'accordo riguardante una Costituzione di transizione, adottata a Sun City il 1° aprile 2003,
- il memorandum sulle questioni militari e quelle di sicurezza del 6 marzo 2003, adottato il 1° aprile 2003,
- le 36 risoluzioni adottate dai partecipanti al dialogo intercongolese a Sun City nel mese di marzo ed agosto del 2002.

joseph kabila
Joseph Kabila
© ONU


Il presidente Joseph Kabila promulga, il 4 aprile 2003, la Costituzione di transizione. Presta giuramento il 7 aprile 2003 davanti alla Corte suprema di giustizia.
Il potere é diviso secondo la formula "1+4":
- un presidente : Joseph Kabila
- quattro vice-presidenti :
. Abdoulaye Yerodia Ndombasi (ex componente del governo),
. Artur Z'Ahidi Ngoma (opposizione politica),
. Jean-Pierre Bemba (MLC),
. Azarias Ruberwa (RCD).

Il governo è incaricato di iniziare il processo elettorale: referendum sulla Costituzione, elezioni legislative dopo il periodo di transizione ed elezione presidenziale nel luglio 2005. Prima di questo, devono essere risolte le questioni di ordine legislativo. Esse sono al centro del processo di transizione e riguardono un insieme di leggi elettorali: sulla Costituzione per il periodo che seguirà la transizione, sulle leggi riguardanti l'amnistia, la nazionalità, le forze armate e la difesa. Il governo ha anche per missione di ristabilire l'autorità dello stato in tutte le province, autorità violata dai belligeranti che si sono ripartiti il suo controllo amministrativo e militare, a secondo delle loro alleanze e dei loro interessi economici.

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Alcuni freni all'azione del governo transitorio

"Nonostante la creazione delle istituzioni di transizione, (.) certi elementi influenti degli ex belligeranti conservano una mentalità di guerra e cercano attivamente di fare fallire la transizione. Finché non saranno emarginati per la condotta a termine del programma di disarmo, smobilitazione e reinserimento, (DDR), e di integrazione militare, la conclusione degli accordi politici sulla nazionalità e l'amnistia, così come la legittimazione del settore economico, il paese resterà instabile e probbilmente potranno accadere degli incidenti come quelli di Bukavu e di Kinshasa nel periodo maggio-giugno 2004."

• Alcuni freni per il ristabilimento dell'autorità dello Stato

"Il potere dello stato è deficiente o inesistente in numerose parti del paese dove l'autorità è esercitata dalle amministrazioni parallele che sono state create dai gruppi armati, compreso alcuni ex elementi belligeranti del governo di transizione. Sono stati compiuti certi progressi verso il ristabilimento del potere dello stato con la nomina, il 15 maggio 2004, dei governatori e dei vice-governatori che hanno preso da quel momento le loro funzioni nelle 11 province. Il 13 luglio 2004, anche l'amministrazione del distretto dell'Ituri si è installata a Bunia, in sostituzione dell'amministrazione interinale che esisteva dall' aprile del 2003.

La riunificazione delle strutture amministrative parallele a livello locale non ha molto progredito. A questo riguardo, gli amministratori di provincia chiamati dal governo di transizione non hanno le risorse finanziarie necessarie per ristabilire infatti il potere dello stato ed offrire dei servizi di base alla popolazione.

Inoltre, alcune milizie armate che cercano di conservare il loro controllo illecito sulle risorse naturali, continuano ad opporsi agli sforzi che tendono a mettere in opera delle amministrazioni legittime. Il ristabilimento dell'apparato statale è frenato anche dalla presenza continua di gruppi armati stranieri nell'est del paese che controlla un certo numero di zone nella regione."

• Alcuni freni per il ristabilimento della sicurezza

Essa rappresenta la pietra angolare della riuscita della transizione politica.

"L'assenza di progresso concernente il disarmo, la smobilitazione ed il reinserimento, (DDR), degli ex-combattenti congolesi hanno costituito un importante fattore di destabilizzazione [nel 2004]. Malgrado lo spiegamento, durante l'autunno del 2003, di comandanti di regioni militari incaricati di assicurare l'integrazione nelle Forze armate della Repubblica democratica del Congo (FARDC), é ancora lontano l'integrazione dei gruppi armati del paese (.) ed i comandanti di regioni militari non hanno l'influenza sugli elementi armati che sono stati affidati a loro. (.)

Parimenti, la lentezza dell'applicazione del programma Disarmo, smobilitazione, rimpatrio, reinstallazione e reinserimento, (DDRRR), dei combattenti stranieri, con l'aiuto della MONUC, resta una maggiore preoccupazione.

"Per la polizia nazionale, certi progressi verso l'integrazione (.) sono stati compiuti da molto tempo per la scarsità delle forze di polizia congolese il cui effettivo si stabilirebbe intorno ai 70 000-80 000 uomini. Alla fine di giugno 2004, il governo di transizione ha nominato i gradi alti della polizia e, in luglio, gi ispettori delle province. [Attualmente], il governo elabora un piano globale di riforma generale e di formazione della nuova forza integrata di polizia."

 

Fonte : Dal Terzo rapporto speciale del Segretario generale del Consiglio di sicurezza dell'ONU sulla MONUC, 16 agosto 2004

Per saperne di più

> Human Rights Watch, République démocratique du Congo : faire face à l'impunité, janvier 2004

> Texte du Discours-programme du président Joseph Kabila devant le Parlement de transition, 2 décembre 2003

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