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Africa: Il conflitto
dei Grandi Laghi
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Un conflitto mortale> La popolazione, vittima del saccheggio > Un'arma da guerra : la violenza sessuale contro le donne > I bambini-soldato «Dal 1998, questa guerra ha provocato la morte di oltre 3 milioni di persone, (il più pesante bilancio del mondo dalla seconda guerra mondiale( ndlr) per la maggior parte dei civili, uomini, donne e bambini.
Decine di migliaia di donne sono state violentate. Sono stati commessi degli abominevoli atti di tortura. Centinaia di migliaia di persone, che fuggivano dal conflitto, sono state costrette a lasciare la propria casa per andare nei paesi vicini o in altre regioni del paese. Numerose sono morte per malnutrizione o per il motivo dell'impossibilità di ricevere un'assistenza umanitaria. Fino a 2 milioni di persone sono state sfollate nella RDC di cui 400.000 bambini. Non é una guerra nella quale i civili sono le vittime sfortunate dei "danni collaterali", ma una guerra nella quale essi sono stati instancabilmente e impietosamente presi come obbiettivo. Fonte : Amnesty International, République démocratique du Congo, enfants en guerre, septembre 2003 La popolazione vittima del saccheggio
Le morti sono imputabili non solo agli atti di guerra ma anche alle conseguenze del saccheggio illegale delle risorse naturali: l'insicurezza limentare dovuta alla distruzione dei raccolti, le malattie aggravate dal crollo del sistema sanitario. Il Rapporto interinale sullo sfruttamento illegale delle risorse naturali e di altre ricchezze della RDC, pubblicato il 22 maggio 2002 dal Gruppo di periti incaricati dal Consiglio di sicurezza dell'ONU, insistono particolarmente sulle conseguenze umanitarie del saccheggio delle risorse. Una delle conseguenze di questa situazione è la distruzione dei
raccolti e dei pascoli nelle zone rurali, l'interruzione della produzione
alimentare ed un'aumentata pressione sulle risorse alimentari disponibili.
(.) Un'arma da guerra: la violenza sessuale contro le donne «C'é una vera follia in tutta questa violenza. E' una vera guerra nella guerra, un'altra forma di attacco contro il popolo congolese» ha dichiarato un consigliere che lavora con alcune donne e ragazze sottoposte ad uno stupro e ad altre forme di violenza sessuale. (Conversazione raccolta dall'ONG Human Rights Watch) Secondo le stime fatte dalle organizzazioni umanitarie internazionali
nel 2004, dal 1998, decine di migliaia di donne e bambine congolesi hanno
subito, ed altre subiscono ancora, delle sevizie sessuali legate al conflitto. Hanno agito con lo scopo di terrorizzare le comunità e per costringerle
ad accettare il loro controllo, o per punirli in particolare di un aiuto
reale, o supposto, alle forze avversarie, se erano stati loro stessi attaccati
recentemente da queste forze. (.) Anche nel caso che non ci sia stato
un più vasto attacco, degli individui o dei piccoli gruppi di soldati
e di combattenti hanno cviolentato delle donne e delle bambine e le hanno
condotte nelle loro basi, nella foresta, costringendole a soddisfarli
sessualmente e a fare un lavoro domestico, qualche volta per periodi di
più di un anno. Tra le centinaia di migliaia di persone sfollate
dalla guerra si trovavano numerose donne che avevano cercato sicurezza
nelle città, per loro stesse o per la loro famiglia. Invece di
trovare questa sicurezza certe sono state violentate dai soldati di stanza
nei campi militari vicini o dai responsabili governativi. (.) Certi violentatori
hanno aggiunto ancora alla gravità dei loro crimini commettendo
altri atti di una brutalità straordinaria, sparando sulle loro
vittime con un'arma introdotta nella loro vagina o mutilandole con i coltelli
o delle lamette da barba. Alcuni hanno aggredito solo le bambine di cinque
anni o vecchie di ottanta anni. Certi hanno subito ucciso le loro vittime
mentre altri le hanno lasciate morire dopo essere state ferite. (.) Lo
stupro e gli altri crimini sessuali non sono praticati solamente dalle
fazioni armate. Più frequentemente lo sono anche praticati dalla
polizia e da altre persone che occupano posizioni di autorità e
di potere e dai criminali comuni e dai banditi opportunisti che approfittano
del clima di impunità generalizzata e della cultura di violenza
contro le donne e le ragazze." Il tema della violenza esercitata contro le donne figura all'ordine del giorno della Conferenza internazionale per la pace, la sicurezza, la democrazia e los viluppo nella regione dei Grandi Laghi organizzata nel mese di novembre del 2004. Per saperne di più > Amnesty International, République démocratique du Congo, violences sexuelles : un urgent besoin de réponses adéquates, octobre 2004 > Agenda national des femmes congolaises pour la conférence internationale, 2004
Questo conflitto è segnato dall'utilizzazione su grande scala
di bambini come soldati da parte di tutti i belligeranti. Oggi, la RDC
è uno dai paesi al mondo col più grande numero di bambini
soldati. Durante la loro formazione, subiscono generalmente dei trattamenti
violenti ed in certi campi, alcuni bambini sono morti in condizioni deplorevoli.
Li si può costringere a scovare le truppe nemiche o a servire da
guardia del corpo del loro capo o di più costringerli a diventare
degli schiavi sessuali. Ragazzi e ragazze sono anche costretti a trasportare
dell'attrezzatura, dell'acqua, del cibo e delle munizioni o ancora di
servire come cuoco. Sono mandati spesso sul fronte per combattere. Sulla
linea del fronte, i bambini sono costretti regolarmente a commettere,
in particolare, delle estorsioni, degli omicidi o degli stupri contro
i civili o dei soldati nemici. Certi hanno dovuto uccidere la loro propria
famiglia, mentre altri sono stati obbligati di commettere degli atti di
cannibalismo o sessuali coi corpi dei loro nemici uccisi durante la battaglia.
Sono minacciati, e ricevono spesso degli stupefacenti e dell'alcol per
annichilire le loro emozioni affinché possano commettere questi
crimini." Fonte : Amnesty International, République démocratique du Congo : enfants en guerre, septembre 2003, Index AI : AFR 62/034/2003 Per saperne di più > Amnesty International, RDC, Toujours sous les armes : le recrutement d'enfants-soldats continue, juin 2004 > Watchlist on Children and Armed conflict, Impact des conflits armés sur les enfants en RDC, juin 2003 (bibliographie)> Groupe de recherche et d'information sur la paix et la sécurité (GRIP), dossier documentaire : Enfants-soldats, armes légères et conflits en Afrique , C. Gramizzi, F. Nkundabagenzi, S. Nolet, F.Santopinto, 2003/3 I siti internet : > Child Rights Information Network (CRIN) - http://www.watchlist.org/ > Coalition to stop the use of child soldiers (Coalition pour mettre
fin à l'utilisation d'enfants-soldats) -
http://www.child-soldiers.org/ Copyright 2005 La Documentation française |
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