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Africa: Il conflitto dei Grandi Laghi

Sommario

Introduzione

Un conflitto antico

La regionalizzazione del conflitto 1998-2003

La Repubblica democratica del Congo (RDC) tra pace e guerra 2003-2004

 

Punti di riferimento :


Cronologia

Glossario

Siti Internet

Carta dell'Africa

Carta dei Grandi Laghi

Repubblica democratica del Congo

Rwanda

Uganda

Burundi

 

Un conflitto mortale


> La popolazione, vittima del saccheggio
> Un'arma da guerra : la violenza sessuale contro le donne
> I bambini-soldato

«Dal 1998, questa guerra ha provocato la morte di oltre 3 milioni di persone, (il più pesante bilancio del mondo dalla seconda guerra mondiale( ndlr) per la maggior parte dei civili, uomini, donne e bambini.

fossa comune nel congo
Fossa comune in un villaggio congolese, 2003
© Human Rights Watch

Decine di migliaia di donne sono state violentate. Sono stati commessi degli abominevoli atti di tortura. Centinaia di migliaia di persone, che fuggivano dal conflitto, sono state costrette a lasciare la propria casa per andare nei paesi vicini o in altre regioni del paese. Numerose sono morte per malnutrizione o per il motivo dell'impossibilità di ricevere un'assistenza umanitaria. Fino a 2 milioni di persone sono state sfollate nella RDC di cui 400.000 bambini.

Non é una guerra nella quale i civili sono le vittime sfortunate dei "danni collaterali", ma una guerra nella quale essi sono stati instancabilmente e impietosamente presi come obbiettivo.

Fonte : Amnesty International, République démocratique du Congo, enfants en guerre, septembre 2003

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La popolazione vittima del saccheggio

distribuzione cibo nel congo
Centro di distribuzione alimentare nella RDC
© ONU

Le morti sono imputabili non solo agli atti di guerra ma anche alle conseguenze del saccheggio illegale delle risorse naturali: l'insicurezza limentare dovuta alla distruzione dei raccolti, le malattie aggravate dal crollo del sistema sanitario.

Il Rapporto interinale sullo sfruttamento illegale delle risorse naturali e di altre ricchezze della RDC, pubblicato il 22 maggio 2002 dal Gruppo di periti incaricati dal Consiglio di sicurezza dell'ONU, insistono particolarmente sulle conseguenze umanitarie del saccheggio delle risorse.

Una delle conseguenze di questa situazione è la distruzione dei raccolti e dei pascoli nelle zone rurali, l'interruzione della produzione alimentare ed un'aumentata pressione sulle risorse alimentari disponibili. (.)
Secondo diverse fonti, le popolazioni locali, ivi compreso i bambini, sono reclutati in parecchie regioni dai gruppi armati che li utilizzano come manodopera forzata per sfruttare le risorse. (.) In certe regioni, delle comunità intere sono state costrette dalle forze armate a spostarsi affinché queste ultime potessero prendere il controllo delle zone ricche in risorse e delle strade di accesso ad esse. (.) Si segnala anche di altre violazioni gravi dei diritti dell'uomo, da parte delle forze armate, che sono legati direttamente al controllo delle zone di estrazione o dalla loro presenza vicino a queste zone, in particolare degli assassini, delle violenze sessuali e degli abusi di potere a scopo lucrativo. (.)
I servizi pubblici, come i servizi di distribuzione collettivi, i servizi sanitari o le scuole non ricevono praticamente i fondi. Le infrastrutture ed i servizi sono praticamente inesistenti. (.) La produzione alimentare che non smette di diminuire nelle zone rurali, i tassi di malnutrizione aumentano in proporzioni considerevoli, in particolare nelle zone dove lo sfruttamento delle risorse è più intenso. (.)
Il numero considerevole di decesso legato al conflitto al quale si aggiunge un numero ancora più grande di decessi imputabili alla malnutrizione ed alle malattie, si manifestano nei tassi di mortalità estremamente elevata a tutte le età, ma più particolarmente dai poppanti e bambini. I tassi di mortalità registrati nelle zone di conflitto dell'est del Congo sono tra i più elevati del mondo."

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Un'arma da guerra: la violenza sessuale contro le donne

«C'é una vera follia in tutta questa violenza. E' una vera guerra nella guerra, un'altra forma di attacco contro il popolo congolese» ha dichiarato un consigliere che lavora con alcune donne e ragazze sottoposte ad uno stupro e ad altre forme di violenza sessuale.

(Conversazione raccolta dall'ONG Human Rights Watch)

Secondo le stime fatte dalle organizzazioni umanitarie internazionali nel 2004, dal 1998, decine di migliaia di donne e bambine congolesi hanno subito, ed altre subiscono ancora, delle sevizie sessuali legate al conflitto.
Malgrado il ritiro ufficiale dal territorio congolese, alla fine del 2002, delle truppe straniere e l'istituzione del processo di transizione, alcuni gruppi armati si affrontano ogni giorno nell'est della RDC e terrorizzano in modo sporadico le popolazioni. Perdurano le violenze sessuali contro le donne in tutta impunità, aggravata dalla propagazione del VIH/AIDS e la mancanza di accesso alle cure dovute alla distruzione delle strutture mediche.
"La violenza sessuale é stata utilizzata come arma da guerra dalla mggior parte delle forze implicate in questo conflitto. (.) In alcuni casi, dei soldati e combattenti hanno violentto donne e bambine nel quadro di un attacco (.) generale nel corso del quale sono stati uccisi dei civili così come saccheggiato e distrutto i loro beni.

Hanno agito con lo scopo di terrorizzare le comunità e per costringerle ad accettare il loro controllo, o per punirli in particolare di un aiuto reale, o supposto, alle forze avversarie, se erano stati loro stessi attaccati recentemente da queste forze. (.) Anche nel caso che non ci sia stato un più vasto attacco, degli individui o dei piccoli gruppi di soldati e di combattenti hanno cviolentato delle donne e delle bambine e le hanno condotte nelle loro basi, nella foresta, costringendole a soddisfarli sessualmente e a fare un lavoro domestico, qualche volta per periodi di più di un anno. Tra le centinaia di migliaia di persone sfollate dalla guerra si trovavano numerose donne che avevano cercato sicurezza nelle città, per loro stesse o per la loro famiglia. Invece di trovare questa sicurezza certe sono state violentate dai soldati di stanza nei campi militari vicini o dai responsabili governativi. (.) Certi violentatori hanno aggiunto ancora alla gravità dei loro crimini commettendo altri atti di una brutalità straordinaria, sparando sulle loro vittime con un'arma introdotta nella loro vagina o mutilandole con i coltelli o delle lamette da barba. Alcuni hanno aggredito solo le bambine di cinque anni o vecchie di ottanta anni. Certi hanno subito ucciso le loro vittime mentre altri le hanno lasciate morire dopo essere state ferite. (.) Lo stupro e gli altri crimini sessuali non sono praticati solamente dalle fazioni armate. Più frequentemente lo sono anche praticati dalla polizia e da altre persone che occupano posizioni di autorità e di potere e dai criminali comuni e dai banditi opportunisti che approfittano del clima di impunità generalizzata e della cultura di violenza contro le donne e le ragazze."

Fonte : Human Rights Watch, La guerre dans la guerre : violence sexuelle contre les femmes et les filles dans l'est du Congo, juin 2002

Il tema della violenza esercitata contro le donne figura all'ordine del giorno della Conferenza internazionale per la pace, la sicurezza, la democrazia e los viluppo nella regione dei Grandi Laghi organizzata nel mese di novembre del 2004.

Per saperne di più

> Amnesty International, République démocratique du Congo, violences sexuelles : un urgent besoin de réponses adéquates, octobre 2004

> Agenda national des femmes congolaises pour la conférence internationale, 2004

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I bambini-soldati

smobilitazione dei bambini-soldato
Bambini soldati smobilitati nella RDC
© Amnesty International


"Un bambino-soldato è ogni persona che ha meno di diciotto anni che fa parte di una forza armata regolare o irregolare a qualsiai titolo. Ciò comprende particolarmente, ma non esclusivamente, i cuochi, i portatori, i messaggeri ed ogni persona che accompagna questi gruppi eccetto i genitori dei combattenti. Questa definizione comprende le ragazze reclutate a fini sessuali e di matrimoni forzati. Questa nozione non si riferisce dunque unicamente al bambino che porta o ha portato delle armi. (.)

Questo conflitto è segnato dall'utilizzazione su grande scala di bambini come soldati da parte di tutti i belligeranti. Oggi, la RDC è uno dai paesi al mondo col più grande numero di bambini soldati. Durante la loro formazione, subiscono generalmente dei trattamenti violenti ed in certi campi, alcuni bambini sono morti in condizioni deplorevoli. Li si può costringere a scovare le truppe nemiche o a servire da guardia del corpo del loro capo o di più costringerli a diventare degli schiavi sessuali. Ragazzi e ragazze sono anche costretti a trasportare dell'attrezzatura, dell'acqua, del cibo e delle munizioni o ancora di servire come cuoco. Sono mandati spesso sul fronte per combattere. Sulla linea del fronte, i bambini sono costretti regolarmente a commettere, in particolare, delle estorsioni, degli omicidi o degli stupri contro i civili o dei soldati nemici. Certi hanno dovuto uccidere la loro propria famiglia, mentre altri sono stati obbligati di commettere degli atti di cannibalismo o sessuali coi corpi dei loro nemici uccisi durante la battaglia. Sono minacciati, e ricevono spesso degli stupefacenti e dell'alcol per annichilire le loro emozioni affinché possano commettere questi crimini."

Fonte : Amnesty International, République démocratique du Congo : enfants en guerre, septembre 2003, Index AI : AFR 62/034/2003

Per saperne di più

> Amnesty International, RDC, Toujours sous les armes : le recrutement d'enfants-soldats continue, juin 2004

> Watchlist on Children and Armed conflict, Impact des conflits armés sur les enfants en RDC, juin 2003 (bibliographie)> Groupe de recherche et d'information sur la paix et la sécurité (GRIP), dossier documentaire : Enfants-soldats, armes légères et conflits en Afrique , C. Gramizzi, F. Nkundabagenzi, S. Nolet, F.Santopinto, 2003/3

I siti internet :

> Child Rights Information Network (CRIN) - http://www.watchlist.org/

> Coalition to stop the use of child soldiers (Coalition pour mettre fin à l'utilisation d'enfants-soldats) - http://www.child-soldiers.org/

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