logo pdm

 

Storia

Fatti e cifre

Paesi abolizionisti e non

Azioni pena di morte

La pena di morte negli U.S.A.

Il Bollettino della Sezione Italiana

CASI

Appelli Urgenti

- Benhoud e Saeed

- Larry Davis

- Tommy Arthur

- Jeff Wood

LOGO

back lato sn

 

FATTI E CIFRE

Aggiornamento all'11 aprile 2006

(aSOMMARIO

SMMARIO
- Paesi abolizionisti e non
- Progressi ottenuti in tutto il mondo per l’abolizione della pena di morte
- Misure a favore del ristabilimento della pena di morte
- Condanne a morte ed esecuzioni

- Metodi di esecuzioni
- Ricorso alla pena di morte contro i delinquenti minorenni

- Argomenti di dissuasione

- Impatto dell’abolizione della pena di morte sulla criminalità

- Strumenti internazionali a favore dell’abolizione

- Rischio di giustiziare un innocente

- Ricorso alla pena di morte negli Stati Uniti

 

 

Paesi abolizionisti e non

Più della metà dei paesi del mondo hanno abolito la pena di morte sia legalmente che praticamente. In effetti, secondo gli ultimi dati raccolti da Amnesty International :
86 paesi e territori hanno abolito la pena capitale per tutti i reati ;
11 paesi hanno abolito la pena di morte per tutti i reati eccetto quelli eccezionali, come quelli commessi in tempo di guerra ;
26 paesi possono essere considerati come abolizionisti de facto : la pena di morte é sempre prevista dalla loro legislazione, ma non hanno effettuato nessuna esecuzione negli ultimi dieci anni e sembrano per politica o pratica stabilita d’astenersi da ogni esecuzione giudiziaria.
Sono 123 paesi e territori che hanno abolito la pena capitale de jure o de facto.
Per il resto, 73 paesi mantengono la pena di morte ed applicano questa punizione. Tuttavia ogni anno diminuiscono sempre di più i paesi che applicano le esecuzioni.

SU

Progressi ottenuti in tutto il mondo per l’abolizione della pena di morte


Dal 1990, oltre 40 paesi e territori hanno abolito la pena di morte per tutti i reati.Tra essi figurano alcuni paesi dell’Africa (i più recenti Stati abolizionisti sono la Costa d'Avorio ed il Senegal) ; delle Americhe ( Canada, Paraguay e Messico); d'Asia/Pacifico (Buthan, Samoa, Turkmenistan) e d'Europa e del sud del Caucaso(Armenia, Bosnia-Herzegovina, Cipro, Grecia, Serbia e Montenegro, Turchia).

SU

Misure a favore del ristabilimento della pena di morte

È raro che la pena capitale sia ristabilita dopo essere stata abolita. Dal 1985, più di 50 paesi hanno bandito la pena di morte dalla loro legislazione, o l'hanno abolita per tutti i crimini mentre non era più applicata per i reati di diritto comune. Durante lo stesso periodo, solo quattro paesi abolizionistici hanno ristabilito la pena capitale. Uno, il Nepal, l'ha abolito di nuovo . Un altro, le Filippine, ha ripreso le esecuzioni ma poi ha messo di nuovo fine. Negli altri due paesi (il Gambia e la Papuasia-Nuova Guinea), non è stato giustiziato nessun condannato a morte.

SU

Condanne a morte ed esecuzioni

Nel corso dell’anno 2004, sono stati giustiziati almeno 3797 prigionieri in 25 paesi e territori e 7395 persone condannate a morte in 64 paesi e territori. Queste cifre riflettono solo i casi di cui Amnesty International è venuta a conoscenza e sono certamente inferiori alla realtà.

Nel 2004, il 97 % delle esecuzioni accertate hanno avuto luogo in Cina, negli Stati Uniti, in Iran e nel Viet Nam. Basandosi sulle informazioni pubbliche disponibili, Amnesty International ha stimato che, durante l'anno, almeno 3400 persone sono state giustiziate in Cina, ma questa cifra é molto al di sotto della realtà: un politico consumato del Parlamento cinese ha dichiarato nel mese di marzo del 2004 che la Cina, ogni anno, aveva giustiziato "circa 10.000" persone. Almeno 159 persone sono state giustiziate in Iran, 64 persone sono state giustiziate nel Viet Nam e 59 condannati a morte sono stati giustiziati negli Stati Uniti contro i 65 del 2003.


SU

Metodi di esecuzione

Dal 2000 le esecuzioni sono state eseguite secondo i seguenti metodi:

- decapitazione (Arabia saudita, Irak);
- elettroshock (Stati Uniti);
- impiccagione(in particolare in Egitto, Iran, Giappone, Giordania, Pakistan, Singapore );
- iniezione letale (Cina, Stati Uniti, Guatemala, Filippine, Tailandia);
- fucilazione (in particolare in Bielorussia, Cina, Uzbekistan, Somalia, Taiwan, Viet-Nam);
- lapidazione (Afghanistan, Iran).

Ricorso alla pena di morte contro delinquenti minorenni

 

I trattati internazionali relativi ai diritti umani vietano l'applicazione della pena capitale per i reati commessi dalle persone di meno di diciotto anni al momento dei fatti. Questo divieto è inserito nel Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, nella Convenzione relativa ai diritti del bambino, nella Carta africana dei diritti e del benessere del bambino, così come nella Convenzione americana relativa ai diritti dell'uomo. Più di 110 Stati che mantengono la pena capitale per un certo numero di reati vietano espressamente l'esecuzione dei delinquenti minorenni nella loro legislazione, o si suppone che hanno escluso questo tipo di esecuzione perché hanno aderito ad uno o altro trattato. Tuttavia, un piccolo numero di paese continua a giustiziare dei delinquenti minorenni.

Dal 1990, a conoscenza di Amnesty International, otto paesi hanno giustiziato dei prigionieri condannati a morte per i crimini commessi quando avevano meno di diciotto anni: l'Arabia saudita, la Cina, gli Stati Uniti, l'Iran, la Nigéria, il Pakistan, la Repubblica democratica del Congo, RDC, e lo Yemen. La Cina, il Pakistan e lo Yemen hanno posto l'età minima che doveva avere il delinquente al momento del crimine a 18 anni e l'Iran si preparerebbe a fare altrettanto. Gli Stati Uniti hanno giustiziato più delinquenti minorenni di tutti gli altri paesi (19 tra il 1990 ed il 2003.

Secondo notizie raccolte da Amnesty International, quattro delinquenti minorenni sono stati giustiziati nel 2004; uno in Cina e tre in Iran.

In Iran nel 2005 sono stati giustiziati otto delinquenti minorenni.

SU

Argomenti di dissuasione

 

Nessuno studio scientifico ha mai apportato la prova che la pena di morte, in materia di criminalità, abbia un effetto più dissuasivo delle altre pene. L'inchiesta più recente sui legami di causa ad effetto tra pena capitale e tassi di omicidi - condotta dalle Nazioni unite nel 1988 e aggiornata nel 2002 - si concluse in questi termini: "... non è prudente accreditare l'ipotesi secondo la quale la pena capitale avrebbe un effetto leggermente più dissuasivo in materia di criminalità che la minaccia e l'applicazione della pena, presumibilmente meno severa, di ergastolo."

Fonte : HOOD, Roger, The Death Penalty: A World-wide Perspective [La pena di morte : una visione mondiale], Oxford, Clarendon Press, terza edizione, 2002 , p. 230.

SU

Impatto dell’abolizione della pena capitale sulla criminalità

 

Sempre secondo il rapporto sopra, "il fatto che l'insieme delle cifre disponibili continua ad andare nello stesso senso è una prova convincente che gli Stati non devono temere un rialzo improvviso ed importante della criminalità se riducono il ricorso alla pena di morte."
I tassi di criminalità registrata recentemente nei paesi abolizionistici non indicano in nessun modo che l'abolizione possa avere degli effetti pregiudizievoli. In Canada, per esempio, il tasso di omicidi per 100.000 abitanti è passato della cifra record di 3,09 nel 1975-un anno prima dell'abolizione della pena di morte per l'omicidio-a 2,41 nel 1980, e da allora ha continuato a diminuire . Nel 2003, ventisette anni dopo l'abolizione della pena capitale, il tasso di omicidi era di 1,73 per 100.000 abitanti, e questo rappresenta un abbassamento del 44 % rispetto al 1975 ed il tasso più basso da trent' anni.

(Fonte: Roger Hood, The Death Penalty: A World-wide Perspective, Oxford, Clarendon Press, third edition, 2002, p. 214)

SU

Strumenti internazionali a favore dell’abolizione

Uno dei maggior progressi realizzato in questi ultimi anni risiede nell’adozione di trattati internazionali attraverso i quali gli Stati s’impegnano a non far ricorso alla pena capitale. Attualmente questi trattati sono quattro :

Il Secondo Protocollo facoltativo inerente al Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, tendente ad abolire la pena di morte, che è stato ratificato da 55 Stati. Altri otto paesi hanno firmato il Protocollo, esprimendo così la loro intenzione di farne parte un domani ;

il Protocollo alla Convenzione americana relativa ai diritti dell’uomo, che tratta l’abolizione della pena di morte, che é stato ratificato da otto Stati del continente americano e firmato da un altro ;

il Protocollo n°6 della Convenzione di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (Convenzione europea dei diritti dell’uomo) riguardante l’abolizione della pena di morte, che é stato ratificato da 44 Stati europei e firmato da due altri ;

• il Protocollo n°13 della Convenzione di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, relativo all’abolizione della pena di morte in ogni circostanza, che é stato ratificato da 32 Stati e firmato da 11 altri.

L’oggetto del Protocollo n° 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo è l’abolizione della pena di morte in tempo di pace. Il Secondo Protocollo facoltativo che si riferisce al Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici ed il Protocollo della Convenzione americana relativa ai diritti dell’uomo prevede l’abolizione totale della pena capitale, ma lascia agli Stati che lo desiderano la possibilità di farne ricorso in tempo di guerra. Il Protocollo n° 13 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo prevede l’abolizione totale della pena di morte in ogni circostanza.

SU

Rischio di giustiziare un innocente

Il rischio di giustiziare degli innocenti resta indissolubilmente legato all’applicazione della pena di morte.
Dal 1973, 122 condannati a morte negli Stati Uniti sono stati rimessi in libertà dopo che delle prove avevano dimostrato la loro innocenza. Sei prigionieri ingiustamente condannati sono stati liberati così nel 2004, e tre alla fine del mese di dicembre del 2005. Alcuni di loro sono sfuggiti per un pelo alla loro esecuzione dopo aver trascorso degli anni nell'attesa della condanna di morte. Questi ripetuti errori giudiziari avevano origine dalle irregolarità commesse dai rappresentanti del pubblico ministero o dai poliziotti; dal ricorso a delle testimonianze, prove materiali o confessioni soggette a cauzione, o dalla mancanza di competenza della difesa. Altri prigionieri sono stati inviati a morte nonostante ci fossero dei dubbi sulla loro colpevolezza.
Nel mese di gennaio del 2000, George Ryan, allora governatore dell’Illinois, ha instaurato una moratoria sulle esecuzioni, dopo che un condannato a morte vittima di un errore giudiziario era stato riconosciuto innocente. Era la 13ma volta, dal ristabilimento della pena capitale negli Stati Uniti nel 1977, che un condannato a morte in questo Stato era risultato innocente. Nel corso dello stesso periodo, altri 12 prigionieri erano stati giustiziati nell’Illinois.
Nel mese di gennaio del 2003, sempre nell’Illinois, il governatore Ryan ha concesso la grazia a quattro condannati a morte e commutato la pena capitale ad altri 167 condannati a morte.

SU

Ricorso alla pena di morte negli Stati Uniti

• sessanta prigionieri sono stati giustiziati negli Stati Uniti nel corso del 2005 e questo porta a 1004 il numero totale dei condannati a morte giustiziati in questo paese dalla ripresa delle esecuzioni giudiziarie nel 1977.
• alla data del 1° gennaio 2006, oltre 3400 persone erano incarcerate in attesa di una condanna a morte ;
• la pena capitale è prevista dalla legislazione di 38 dei 50 Stati dell’Unione. Anche nella legislazione federale ci sono delle disposizioni che autorizzano il ricorso a questa punizione, tanto nel diritto comune che nel Codice di giustizia militare.

 

SU

TORNA A PAGINA PENA DI MORTE

home